Tardelli: «Ma su cosa possa essere meglio oggi per San Miniato non saprei dire» La storia ci riporta a Firenze Il vescovo interviene nel dibattito sul cambio di provincia SAN MINIATO. Dal punto di vista ecclesiastico, artistico e culturale San Miniato è sempre stata più vicina a Firenze che a Pisa. Parola del vescovo locale, Fausto Tardelli, che interviene così nel dibattito scaturito da una proposta abbracciata da più di cento giovani su Facebook: riportare la città della Rocca sotto la provincia di Firenze perché è ad essa che realmente "appartiene". Dopo un rappresentante del mondo dello sport, l'allenatore Renzo Ulivieri, e uno del cinema, il regista Paolo Taviani, anche dal clero arriva insomma un'autorevole presa di posizione. «Non ho un pensiero relativo a cosa possa essere meglio oggi - ha detto monsignor Tardelli - ma posso dire ciò che effettivamente la storia ci consegna: fin dalla sua fondazione, nel 1622, la diocesi di San Miniato appartiene alla provincia ecclesiastica di Firenze e non a quella di Pisa». Lucchese di nascita ma sanminiatese d'adozione, Tardelli è stato nominato vescovo della diocesi di San Miniato nel 2004. «Non la conoscevo molto quando sono arrivato - ha raccontato - ma mi sono affezionato veramente tanto alla città. È un gioiello di inestimabile valore». Nessuno schieramento netto relativamente alla questione amministrativa ma, stando alla ricostruzione di monsignor Tardelli, la storia, la tradizione artistica e la "geografia ecclesiastica" darebbero ragione ad Alessandro e agli altri ragazzi che attraverso il gruppo aperto su Facebook chiedono di poter vedere scritto sulle proprie carte d'identità Firenze anziché Pisa. «Non c'è dubbio che il sanminiatese - ha aggiunto ancora il vescovo - da un punto di vista storico e culturale guardi verso Firenze. Si pensi che anche i vescovi che si sono succeduti nel tempo venivano quasi tutti dal Fiorentino e hanno dunque influenzato in tal senso l'arte, la pittura e l'architettura. L'occhio è sempre stato rivolto più verso Firenze che verso Pisa». «Sulla questione di cosa possa essere meglio oggi però - precisa e conclude - non mi pronuncio perché non saprei».