Domani il marchio di Acireale celebra il suo anniversario con i libri Diario della regista in città "vi racconto il mio viaggio nel cimitero della cultura" la dinasty dei bonanno cinquantanni da editori Una passeggiata nel degrado che testimonia la scommessa perduta di Palermo ma che evoca anche un passato lucente attraverso i nomi di Perriera, Torre e Salmon "Cè un lucchetto alla porta guardo oltre i vetri, è ancora pieno di cose, cè una pedana delle sedie accatastate e un senso di abbandono" Una signora scardinava la porta di un padiglione per seppellire nel giardino i gatti che trovava morti per strada Una storia che inizia negli anni Trenta con la libreria frequentata da Brancati e Patti Nel 1960 i primi volumi, poi le collaborazioni di Spadolini e Mack Smith fino alla sfida di oggi con le-book Allinizio cera solo una libreria e cera Mauro Bonanno, il nonno, o meglio "il dottore", come lo chiamavano i compaesani. Nel cuore antico della nobile Acireale, allombra della cupola barocca di San Sebastiano, con coraggio, nonno Mauro portava i manoscritti alla Tipografia Oratorio delle Ferrovie e pubblicava qualche saggio di autori locali: Reforgiato, De Cavicchi, Coco. Erano gli anni Trenta del secolo scorso: Giuseppe, figlio del "dottore", guardava suo padre aggirarsi tra i libri e accarezzava il sogno di diventare editore. Lavorò con tenacia, tanto che nel 1960 quel sogno sarebbe diventato realtà. La casa editrice Bonanno, domani, compie infatti cinquantanni e di strada, da allora, ne ha fatta molta. Convinto che il libro sia un insostituibile mezzo di cultura, Giuseppe, lentusiasta Pippo, eredita dal padre il genius libri e lintraprendenza. Da una parte, nel rispetto della tradizione locale, vuole riportare alla luce testi antichi eppure ancora attuali e dallaltra va alla ricerca di nuovi talenti. I volenterosi giovani artigiani delle Arti grafiche Città del Fanciullo, stampano per lui i primi titoli: Il Risorgimento nei canti e nelle tradizioni popolari, Aspetti della poesia popolare siciliana, Come mangiavano gli antichi romani e pochi altri opuscoli che costituiscono il primo "scaffaletto" della neonata Editrice Bonanno. La svolta arriva a metà degli anni Sessanta quando Edigraf stampa per Bonanno il Vocabolario siciliano-italiano di Giovanni Cavallaro e Folklore in Sicilia di Antonio Pagano che Paolo Toschi recensisce sulle pagine di "Lares", il prestigioso periodico di studi demo-etno-antropologici di Olschki. Comincia una lenta ascesa: le edizioni Bonanno vengono incluse nel catalogo de La Nuova Italia di Firenze e per la collana di Studi Risorgimentali scrivono Giovanni Spadolini, Rosario Romeo, Vladimir Nevler e Denis Mack Smith. La vecchia e fascinosa libreria di nonno Mauro, in corso Vittorio Emanuele, è un luogo privilegiato di incontri tra autori e lettori. Tra quegli scaffali vengono ospitati Riccardo Bacchelli, Leonardo Sciascia, Danilo Dolci, Camilla Cederna. Pippo, ha inventato le "conversazioni in libreria". Molto più che semplici presentazioni, le conversazioni, nelle quali leditore si improvvisa moderatore, diventano cenacoli frequentatissimi da giovani e meno giovani, luoghi in cui crescere e confrontarsi. Nulla sembra cambiato dal tempo in cui nonno Mauro apriva il suo negozio a Brancati, a Patti e a De Roberto, eppure tutto è cambiato, non solo le fotografie esposte sui pochi muri liberi dagli scaffali e che ritraggono Pippo con Massimo Bontempelli, Inge Feltrinelli, Ennio Pintacuda e gli altri amici. Pippo però sa guardare lontano, pensa al naturale avvicendamento e nel 1989 "regala" al figlio neolaureato - che dal nonno "dottore" ha ereditato il battesimo - la AB. Una piccola etichetta data in mano al giovane Mauro perché possa farsi le ossa senza combinare troppi guai e perché il lavorare su fronti apparentemente separati ma limitrofi possa stemperare gli inevitabili contrasti generazionali. Quegli stessi contrasti però, richiamato Mauro nella "casa madre", saranno invece occasioni di confronto capaci di dare nuovo slancio alla politica editoriale della casa acese. Mauro, col fiuto che gli viene dal padre, mette presto a segno un colpo vincente per AB: sceglie di pubblicare Mia madre non chiude mai, opera prima di Lorenzo Vecchio (stroncato a 23 anni da un male terribile, poco dopo luscita del suo romanzo) a cui viene assegnato il Premio Vittorini. La piccola AB, nata col patto che sarebbe stata chiusa appena finito lapprendistato di Mauro, oggi è più attiva che mai con una ventina di titoli lanno che si aggiungono agli oltre cinquanta della Bonanno. Dalla scomparsa di Pippo, avvenuta cinque anni fa, il timone è dunque nelle mani di Mauro che, vincitore del premio Parlamento europeo per leditoria, allarga gli orizzonti. Ama la musica e non esita di fronte alla possibilità di pubblicare Fabrizio De Andrè. Anarchia e poesia di Alfio Grasso. Cavalca le fortune camilleriane con la versione teatrale della Concessione del telefono e fa uscire con Lombardi un volumetto ricercatissimo dai collezionisti di Andrea Camilleri. Scopre Piermassimo Paloni e lincredibile storia del "Papillon" marchigiano narrata in Il diavolo a Materga. Collabora con Sociologia e Statistica alla Sapienza di Roma, con Roma Tre, col Dams, con Scienze della Formazione e Scienze Politiche a Torino ma naturalmente anche con gli atenei di Palermo, Catania e Messina. Inventa nuove collane; si circonda di collaboratori e di esperti e vara coraggiosamente "Nemesis", il marchio destinato alle pubblicazioni in lingua inglese. Con le Università di Pisa e Torino dà vita a "La Musa dormiente", una collana di opere in traduzione dal romeno. Come suo padre però crede anche nei recuperi e, col plauso di Sciascia, dà nuovamente alle stampe Jaccuse di Emile Zola. Sono trascorsi cinquantanni, ma la Bonanno è ancora in preda ai vittoriniani "astratti furori", come recita linvito alla grande kermesse che Mauro junior ha organizzato per questo primo mezzo secolo di vita. Il futuro non lo spaventa: le-book incalza e la Bonanno sta attrezzando la sua piattaforma web per mettere a disposizione i suoi titoli in formato elettronico. E se si chiede a Mauro se tutto questo progresso non sia in contrasto con lidea di suo padre che il libro sia insostituibile, lui, molto semplicemente, risponderà che il libro resta sempre insostituibile, anche cambiando il modo di fruirlo.