A Milano hanno votato in pochi, la federazione di correnti nel partito non aiuta il rapporto con gli elettori Essendoci elezioni a doppio turno, le primarie hanno senso se sono di partito, non di coalizione «Penso che ci sia un problema complessivo, che vale a Bologna come è valso a Milano: le primarie del Pd sono un meccanismo chiaro che ha un senso, le primarie di coalizione no. Non sono capaci di valorizzare il candidato più adatto a vincere poi le elezioni». Stefano Boeri arriva nella città dove il Pd teme «leffetto Milano» nello scomodo ruolo dello sconfitto alle primarie. Oggi alle 17 sarà alla libreria Feltrinelli di piazza Galvani per lincontro con Mario Lupano in occasione delluscita del libro "Effetto Maddalena" per Rizzoli. Ma larchitetto di fama internazionale, candidato del Pd nella città della Madonnina che è stato battuto da Giuliano Pisapia, ex parlamentare di Rifondazione Comunista, non si sottrae a un ragionamento sulla politica locale. Architetto Boeri, «leffetto Milano» ormai è lo spauracchio del Pd in tutta Italia, in particolare a Bologna dove la candidata Amelia Frascaroli, candidata di Sel, continua a raccogliere adesioni. Cosa non sta funzionando nel meccanismo delle primarie? «Il punto è che le elezioni a doppio turno, come quelle per la scelta del sindaco, non necessitano di primarie di coalizione. Che i partiti schierino i loro candidati e poi si vedrà eventualmente al ballottaggio. Invece così, senza regole, senza condivisione e senza programma, non si valorizza il candidato più adatto». Lei si è sentito in qualche modo «svantaggiato» dallappoggio del Pd? «Io non sono nato come candidato del Pd, sono stato proposto dalla società civile, da 400 perone che si sono messe insieme per chiedere la mia candidatura. Forse sarebbe stato meglio che il Pd non mi appoggiasse così in fretta, che magari lo facesse dopo una riflessione più ampia con la base. Ma il vero problema è che lelettorato Pd a Milano non è andato a votare, solo la metà degli elettori delle precedenti primarie si è recato ai seggi. Questo non è un problema solo di Milano, è uno scenario che può ripresentarsi». Perché? «Perché il Pd oggi è ridotto a una federazione di correnti e poteri forti, cosa che rende meno facile il rapporto di fiducia con gli elettori». Questa è la fotografia del partito che ha contribuito a costruire? «Io avevo creduto fortemente nellipotesi veltroniana della vocazione maggioritaria, sono tra i simpatizzanti del Pd fin dalla prima ora. Ma quella spinta iniziale è rimasta solo una formula e non si è trasformato in un movimento di aggregazione. Con tutto questo il Pd resta un serbatoio di persone straordinarie». A Bologna il Pd ha fatto la scelta del candidato unico, tra due concorrenti, Virgio Merola e Andrea De Maria, che minacciavano di replicare lo scontro tra lei e Valerio Onida, che alla fine ha danneggiato proprio il candidato più forte dei tre. È stata una mossa giusta? «A Milano è andata certamente così, quindi per esperienza posso dire che è meglio un candidato unico. Però bisogna che sia scelto bene, non basta che ci sia solo lui». A Bologna lei viene anche da esperto di urbanistica, tra laltro il candidato Pd bolognese è stato assessore allurbanistica della giunta Cofferati. Cosa pensa del futuro della città nelle scelte che dovrà fare la politica? «Le città sono state costruite tanto e male perché gli oneri di urbanizzazione erano rimaste come uniche fonti di reddito dei comuni, dopo labolizione dellIci. In mancanza di un rigoroso piano regolatore, come fu quello di Pier Luigi Cervellati, le città possono essere preda di unattività di costruzione indipendente dalla qualità. Penso che questo tema sarà al centro delle politiche amministrative dei prossimi anni, a Bologna come in molte città».
BOLOGNA -Boeri: "A Bologna come a Milano queste primarie penalizzano il Pd"
A Milano, le elezioni a doppio turno hanno visto la vittoria di Giuliano Pisapia, candidato di Rifondazione Comunista, che ha battuto Stefano Boeri, candidato del Pd. Boeri ha espresso la sua delusione per la sconfitta e ha criticato il meccanismo delle primarie del Pd, che non ha valorizzato il candidato più adatto. Secondo Boeri, le primarie di coalizione non hanno senso e possono portare a una scelta del candidato meno forte. Ha anche criticato il Pd per non aver valorizzato il suo candidato, a differenza di quanto fatto a Bologna, dove il Pd ha scelto un candidato unico.
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