UNONDA anomala nella notte fra domenica e lunedì ha sommerso sotto 600mila metri cubi dacqua il parco archeologico di Vulci. Effetto non delle piogge di stagione, ma della decisione dellEnel di aprire le paratie della diga sul Fiora. A lanciare lallarme è Salvatore Carai, sindaco di Montalto di Castro, che parla di «un disastro che si poteva evitare. Mi hanno avvisato a mezzanotte, con una telefonata. Che potevo fare, andare casa per casa?». Gli effetti sono stati devastanti. Unonda alta più di dieci metri ha sommerso il ponte pedonale che collega le due metà dellarea archeologica: da un lato la celebre tomba François, dallaltro la città e il porto fluviale. La pavimentazione è stata divelta e il ponte è impraticabile, tanto che ora le due metà del parco sono isolate. Scardinate le staccionate che circondano il pascolo delle mucche maremmane; crollati i gazebo per laccoglienza turistica, mentre per il porto etrusco, unico in Italia e ancora sottacqua, è tuttora in corso la conta dei danni. Londa è arrivata fino al litorale, dieci chilometri più a valle, sommergendo un campeggio, danneggiando negozi, ristoranti, barche da pesca, con un quartiere isolato per una notte intera. «Cittadini e commercianti sono inferociti - continua Carai - Stiamo valutando come aiutarli. Intanto ho chiesto al prefetto un incontro urgente con lEnel, la Regione e lArdis, lagenzia per la difesa del suolo. La Regione aveva stanziato 12 milioni per la messa in sicurezza degli argini: perché quel progetto non parte?». Intanto Giulia Rodano, Idv ed ex assessore regionale alla Cultura, chiede alla Polverini «che chiarisca con lEnel laccaduto, e se necessario lo impegni a un risarcimento». Poi evidenzia che «il parco etrusco di Vulci è un unicum e come tale va tutelato: che fine hanno fatto i quasi due milioni di euro che dovevano essergli destinati?».