Vincenzo Scuderi, storico dellarte ed esperto del Rinascimento siciliano, non è sorpreso. Per lui il sequestro per il rischio di crolli della chiesa della Gancia, «una delle più ricche di Palermo con una gran quantità di opere di valore», è la spia di «una situazione di degrado che si fa sempre più grave per il patrimonio artistico siciliano». Professore, questa situazione era prevedibile? «Negli anni scorsi erano stati evidenziati dei problemi, e solo pochi mesi fa avevamo fatto un convegno sulla Gancia. Ma non sapevo che la situazione fosse così grave». È un campanello dallarme anche per altri siti? «Rappresenta lennesimo attestato del degrado dei monumenti e dei beni culturali in genere a Palermo e la conseguenza della scarsissima cura che hanno ricevuto». Si può fare una mappa dei monumenti a rischio? «Con la fondazione "Salvare Palermo" mi sono occupato del recupero di altri monumenti cittadini, come il castello di Maredolce. Ma oggi le soprintendenze non fanno più perizie di restauro perché non riescono ad avere neppure i finanziamenti necessari per interventi di somma urgenza». Quindi gli allarmi rischiano di restare inascoltati? «È già successo con la Cattedrale: qualche anno fa è stata fatta una perizia di somma urgenza per il rischio di caduta dei merli: lallarme era dichiarato, ma gli interventi non sono stati immediati».