la Grotta dei Cervi oggi rinasce in 3D grazie al lungo lavoro di esperti che hanno potuto scendere a 26 metri sotto il livello del mare per catturare in immagini ad alta risoluzione ogni singolo centimetro della cavità. Il progetto "Grotta dei Cervi Porto Badisco" è stato avviato nel 2003 dal coordinamento Siba (Servizi informatici bibliotecari dateneo) dellUniversità del Salento dintesa con la Soprintendenza. Usate apparecchiature studiate dalla Nasa. Ma per continuare i rilievi servono fondi. Cavità oggi chiusa al pubblico Oggi a Otranto sarà presentato il primo spezzone di filmato I ricercatori arrivati anche dal Canada al lavoro dal 2003 nellaffascinante sito neolitico I pochi fortunati che negli scorsi anni hanno avuto modo di intrufolarsi nella Grotta dei cervi di Porto Badisco si sono trovati faccia a faccia con la preistoria. Con le impressionanti impronte di mani di bambini lasciate sulle pareti, con i graffiti in guano di pipistrello e ocra rossa forse raffiguranti scene di caccia e animali, con quello strano sciamano danzante poi divenuto per molti il simbolo del Salento. Avvicinarsi alla Grotta dei cervi per uno studioso è come essere a un passo dal paradiso e non potervi entrare. Già, perché il complesso pittorico neolitico più grande dEuropa è inaccessibile. Per non alterare quel delicato microclima creatosi allinterno, tra gli angusti corridoi, che sarebbe inesorabilmente compromesso dalla presenza delluomo. Delluomo, sì, ma non della tecnologia. Ecco perché la Grotta dei Cervi oggi rinasce in 3D. Niente fantascienza, solo un attento e lungo lavoro di esperti che hanno potuto scendere a 26 metri sotto il livello del mare per catturare in immagini ad alta risoluzione ogni singolo centimetro della cavità. Il progetto "Grotta dei Cervi Porto Badisco" è stato avviato nel 2003 dal coordinamento Siba (Servizi informatici bibliotecari dateneo) dellUniversità del Salento dintesa con la Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia e in collaborazione con il Cnr canadese e il Caspur di Roma. Lobiettivo è la ricostruzione tridimensionale e la rappresentazione virtuale della Grotta, per consegnare allumanità uno dei suoi tesori inestimabili. Un lavoro impegnativo, che ha permesso a pochi privilegiati di respirare quellaria umida allinterno della grotta, di trovarsi a pochi centimetri dai propri antenati. Adesso è tutto un darsi da fare a colpi di scansioni e clic di mouse. Il progetto è in fase avanzata: sono state acquisite le immagini digitali in 2D e 3D delle pitture parietali e degli ambienti ipogei più significativi, ma ora bisogna elaborarli per ricreare la magia della Grotta attraverso pixel ad altissima risoluzione, per ottenere anche una visualizzazione interattiva attraverso la tecnica del Teatro virtuale 3D. Un primo assaggio si può avere già oggi e domani: la Grotta dei Cervi è al centro di un dibattito al castello aragonese di Otranto, dove a partire dalle 9,30 si analizzeranno non solo i primi dati ottenuti, ma si cercherà anche di guardare al futuro della Grotta. Sia da un punto di vista turistico che da quello informatico, lambiziosa iniziativa richiede costanti risorse tecniche e finanziarie e diventa una sfida al progresso, poiché i periti sono impegnati a realizzare macchinari in grado di supportare la mole dei dati raccolti, in grado di mandare in crash i computer. Sono strumenti raffinatissimi, quelli usati per il progetto "Grotta dei Cervi Porto Badisco", tra i quali cè uno scanner 3D laser costruito dal Cnr canadese per applicazioni spaziali della Nasa e modificato sia per le raffigurazioni preistoriche della Grotta che successivamente per la Gioconda di Leonardo. Nella campagna del 2009, invece, è stato utilizzato uno scanner laser a tempo di volo dotato di un ampio campo di vista, in modo da registrare vaste superfici. Il lavoro svolto finora ha portato a termine la rinascita virtuale di una sola sezione, lambiente V. La Grotta, allo stato attuale, è frammentata in milioni di tessere di un puzzle fatto di file elettronici, in attesa di essere ricomposti. Sicuramente meno suggestivi dei segni lasciati sulla roccia, ma per ora i soli testimoni in grado di raccontare quanto di unico cè lì, poco sotto la superficie.
PUGLIA - Il sito presenta la prima parte del filmato. Ma servono altri fondi. Nella grotta dei cervi dal Neolitico al 3D
Il progetto "Grotta dei Cervi Porto Badisco" è stato avviato nel 2003 per catturare in immagini ad alta risoluzione ogni singolo centimetro della Grotta dei Cervi, un complesso pittorico neolitico più grande d'Europa. I ricercatori hanno utilizzato apparecchiature studiate dalla NASA per scendere a 26 metri sotto il livello del mare e catturare le immagini. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione del Cnr canadese e del Caspur di Roma. L'obiettivo è la ricostruzione tridimensionale e la rappresentazione virtuale della Grotta.
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