Seicentomila euro per ripulire gli edifici Scuole imbrattate: ripulirle costerà all'Ama 600mila euro. Sui muri canzoni, parolacce. dichiarazioni d'amore e perfino "Il lavoro rende liberi" Virgilio, Tacito, Newton: i lavori di pulitura inizieranno a gennaio Così bello, quell'edificio in via Sicilia, che due anni dopo esser stato costruito dall'ingegner Moretti vinse la medaglia d'oro all'Esposizione universale di Bruxelles. Era il liceo Tasso ed era il 1910. Ora la parte bassa della facciata dello storico istituto è tappezzala di scritte, parolacce, canzoni. A settembre una lunga lettera aperta dei rappresentanti di classe e d'istituto informava i genitori dei nuovi iscritti che per i danni provocati dall'occupazione 2009 erano stati necessari circa 10mila euro. Edilizia all'avanguardia, progetti importanti anche dietro la realizzazione, nel 1924, della sede in Prati del Regio liceo-ginnasio Terenzio Mamiani, in viale delle Milizie "laddove gli urbanisti avevano tracciato le strade più anticlericali del mondo, tant'è che non si debba veder mai la prospettiva del Cupolone". Di tutt'altro tenore gli obiettivi degli attuali ospiti: «Ci bloccano il futuro. Blocchiamo la città!» è scritto su un lato del muro di cinta. E sull'asfalto perché tutti sappiano, una dichiarazione d'amore, sta lì dal 12 agosto 2010, perché quattro mesi insieme a una certa età sono una promessa per la vita. Corso Trieste, è il 28 ottobre 1936. E Benito Mussolini inaugura la nuova sede del Giulio Cesare. L'edificio - come si dice in questi casi - costituisce un esempio dell'architettura razionalista dell'epoca. L'inconfondibile facciata, attualmente;viene presa di mira a ondate da volantini e scritte. La panoramica dei palazzi storici "occupati" stabilmente dalla scuole prosegue con lo scientifico Righi, quartiere Ludovisi-Sallustiano. Due le sedi: in quella di via Campania spiccano messaggi d'auguri e svastiche. Anche un inquietante "il lavoro rende liberi" nemmeno cancellato granché sul portone. Dal Virgilio di via Giulia (se lo vedesse specie dopo le occupazioni, Giuseppe Ghislieri, il chirurgo del '600 che ha dato il nome al Palazzo e che volle farne già allora un luogo di studi) al Tacito, l'edificio dove campeggia la scritta "Scuola maschile" restaurato nel 2006; dall'Avogadro di via Brenta (1953) al Newton, lo scientifico di viale Manzoni all'interno del Casino di Villa Alfieri, i giovani usano i muri per lasciar tracce, esprimere pensieri come fossero pareti di casa (che invece restano bianche): Nel 2009 la Provincia ha sborsato 3 milioni 160 mila euro per riparare danni avvenuti durante proteste, assemblee, occupazioni. Da ottobre è in vigore una convenzione tra Ama e Comune: ha raddoppiato i fondi, portandoli a 2 milioni e 200mila euro, per rimuovere le scritte da tutte le superfici. La stima per le scuole è di 600milaeuro (iniziati gli interventi nelle materne, a gennaio si parte in elementari e licei). Rosario Salamone, preside del Visconti, storico liceo ospitato nel meraviglioso edificio del Collegio romano, alle soglie della pensione e con un dato positivo in mano («sono stati molto rispettosi della tutela dell'edificio che è un po' un monumento nazionale: hanno solo appeso uno striscione all'esterno nei due giorni di occupazione»), non è però soddisfatto di quel che si lascerà alle spalle. «Non sono riuscito in tutti questi anni e con me i docenti a spiegare ai giovani il concetto di legalità, l'assoluto direi sacro rispetto del bene che ci è stato dato. Il fatto che non posso, per un'iniziativa estemporanea legata a un corto circuito politico, trasformare quel bene datomi in uso in una sorta di proprietà privata». Niente da fare. «I ragazzi non hanno la capacità di distinguere ciò che è dello Stato con quello che abitano per un certo momento della vita». Il messaggio non passa. «E il problema scritte - interviene Carlo Mari preside di Dante e Mamiani - comporta spese inutili, quei soldi si potrebbero investire meglio. All'esterno interviene il Decoro urbano del Comune, quando lo chiami una volta viene l'altra no, giustamente... tanto dopo due mesi, ci risiamo. In cinque anni al Dante per ripulire la parte bassa della facciata sono arrivati due volte, su almeno 45 Sos. Per le scritte più antipatiche, qualche piccolo intervento lo facciamo da soli». Ripulito negli ultimi tempi anche l'interno del Mamiani. «Un paio di volte, ma ha dei costi: lo fanno i bidelli, devi dargli gli straordinari, mica sarebbe il loro lavoro. Oppure devi utilizzare dei fondi». Reggono i progetti, gli investimenti sulle persone, i compromessi. Così a sentire il dirigente del Newton, che è anche a capo dei presidi di Roma, Mario Rusconi. «Quando sono arrivato il liceo aveva alle spalle occupazioni devastanti, costate oltre 100 milioni delle vecchie lire. Il primo anno ho ottenuto l'intervento della polizia e avvisato gli studenti che l'avrei fatto ogni volta, perché le occupazioni rappresentano un forte danno antidemocratico nei confronti degli studenti delle classi sociali meno elevate; perché rappresentano un vecchio film e non facciamo del bene ai ragazzi facendo creder loro che sia ancora valido». Ma non è un despota. La sua scuola ori è tutta un murales. «E' bellissima, viva, colorata, hanno anche trasformato il loro saluto Bella a voi e scritto sul muro Pulcra vobis...». Da qualche parte devi cedere. «I ragazzi vanno trattati da persone serie, se gli si dà fiducia la ripagano dieci volte di più». Tra qualche' giorno iniziano i giorni di didattica flessibile. «E deve vedere come rimbellettano la scuola», quasi pronto il club degli studenti in entrambe le sedi del Newton, un posto tutto per loro, senza bisogno di occupare.