Chi NUTRE QUALCHE DUBBIO sulla continuità del "potere Fiat" a Torino e dintorni dovrebbe leggere la composizione del consiglio di amministrazione della nuova "Fondazione Museo delle antichità egizie" della capitale sabauda, che ha rilevato dal ministero dei Beni culturali e dalla Soprintendenza la gestione della storica istituzione. La presidenza è stata assunta da Alain Elkann consulente del ministro Urbani (cui è toccata per statuto la scelta), ma soprattutto padre di Jaki, attuale vicepresidente del gruppo Fiat. Fra i consiglieri figurano poi due dirigenti "storici" di Fiat, come Alberto Nicolello e Cario Callieri. Il primo in rappresentanza della Regione Piemonte, e il secondo della Compagnia San Paolo. La candidatura di Elkann ha avuto la meglio su quella iniziale di Valerio Zanone, 68 anni, ex segretario del Pii, già ministro dell'Industria e della Difesa, poi sindaco torinese. La lunga opera di tessitura del suo amico e sponsor Enrico Salza, presidente di San Paolo-Imi, non resterà comunque senza esito. Fra un comitato scientifico di 7 membri (da comporre) e un direttore generale (da scegliere, probabilmente però attraverso concorso) varie poltrone sono da assegnare. D'altronde, se Elkann è l'erede attuale di grandi studiosi quali Silvio Cinto e Annamaria Donadoni, che hanno fatto conoscere nel mondo la scuola d'egittologia torinese, il nostalgico Zanone può rappresentare con dignità la prestigiosa istituzione.
Alain Elkann presidente del Museo egizio di Torino
La Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino ha rilevato la gestione dal ministero dei Beni culturali e dalla Soprintendenza. La presidenza è stata assunta da Alain Elkann, consulente del ministro Urbani e padre di Jaki, vicepresidente del gruppo Fiat. Tra i consiglieri figurano due dirigenti "storici" di Fiat, Alberto Nicolello e Cario Callieri. La candidatura di Elkann ha avuto la meglio su quella di Valerio Zanone, ex segretario del Pii e ministro dell'Industria e della Difesa. La Fondazione ha un comitato scientifico di 7 membri da comporre e un direttore generale da scegliere, probabilmente attraverso concorso.
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