Il critico in vista al cantiere incontra i progettisti Bianchi e Palù Sgarbi: «Nel museo oltre ai violini anche arte contemporanea» Ieri la vista del professor Vittorio Sgarbi: una struttura straordinaria che ha ospitato il Premio Cremona e che appartiene alla tradizione della cultura italiana». Nel pomeriggio l'incontro con Giovanni Arvedi Per il Museo del violino a palazzo dell'Arte ieri visita speciale: Vittorio Sgarbi, famoso critico d'arte (oltre che celeberrimo personaggio della tv) ha effettuato, intorno alle 13 il sopralluogo dentro e fuori il palazzo progettato da Carlo Cocchia negli anni Quaranta. Giacca scura «d'ordinanza» pantaloni di velluto verdi, Sgarbi è stato accolto dagli architetti Michele Bianchi e Giorgio Palù (che hanno firmato il progetto del Museo per Giovanni Arvedi, l'industriale nei panni di mecenate che finanzia e copre le spesse milionarie per la realizzazione di tutti i lavori), oltre a Mario Marubbi (storico dell'arte e Conservatore della Pinacoteca Ala Ponzone). Dopo aver attraversato i portici di piazza Marconi occupata dal cantiere per la realizzazione del parking, e superato il passaggio lasciato libero dalle ruspe m piazza Sant'Angelo, Sgarbi ha raggiunto l'entrata laterale del palazzo per osservare quel che il cantiere, sempre operativo, è già in grado di mostrare all'interno. E, al termine, dopo circa mezz'ora, si è fermato qualche minuto in piazza Sant'angelo per commentare la nuova struttura e per esprimere le sue impressioni a caldo su quello che diventerà un vero e proprio punto di riferimento per la musica e per la tradizione liutaria cremonese nel mondo. «Ho trovato il palazzo straordinario - ha detto Sgarbi - il suo legame con il premio Cremona, durante gli anni di Farinacci, lo rende ancora più affascinante perché l'arte prescinde dalle ragioni politiche. Il Premio Cremona è stato parte della tradizione culturale italiana, questo è il concetto». Il critico d'arte ha poi dedicato un passaggio molto importante al Museo del violino. «Trovo molto positiva l'idea di questo museo, bene. E oltre al violino c'è anche un'altra buona notizia, come mi ha confermato Marubbi: cui ci sarà lo spazio anche per 1'arte contemporanea. Cremona ebbe una evidente centralità anche nell'arte in diverse manifestazioni per la coscienza degli italiani. Dopo la mostra del Piccio non c'è più stato uno spazio adeguato, questa mi sembra una grande opportunità». Infine, rispetto all'ipotesi che lo stesso Sgarbi possa diventare direttore del Museo del violino, il critico - sorridendo - ha commentato: «Non lo so, a questo non avevo ancora pensato. A Cremona, comunque, verrò spesso e anche molto presto, questa è una città nel segno dell'arte e della storia». Sgarbi tornerà a Cremona il 2 dicembre per presentare il suo ultimo libro 'Viaggio sentimentale nell'Italia dei desideri' (ed. Bompiani). Il libro contiene molte pagine dedicate a Cremona e alla storia della sua arte in particolare sulla pittura della famiglia Campi. L'incontro è organizzato da Giuseppe Torchio e dal Centro Marcora. Nel 1941. Un edificio nato dal progetto di Carlo Cocchia Il progetto per il palazzo dell'Arte risale al 1941 e venne concepito con lo scopo di ospitare la IV edizione del Premio Cremona, premio d'arte che Roberto Farinacci fortemente sostenne per far esprimere ai pittori nazionali il vero credo fascista. Il grande edificio per l'arte doveva quindi essere il più rappresentativo possibile e assettare i canoni dell'estetica di regime. Il committente dell'opera fu l'Ente autonomo manifestazioni artistiche cremonesi il cui presidente era il medesimo Roberto Farinacci e il cui vice presidente era l'avvocato Tullo Bellomi. Progettista del Palazzo dell'Arte fu l'architetto napoletano Carlo Cocchia. Un progetto quello di Roberto Farinacci, dettato da una volontà campanilistica celebrativa che mirava a fare di Cremona un centro internazionale della cultura fascista. Il Palazzo dell'Arte rientrava in questa strategia: con la funzione di ospitare le manifestazioni del Premio Cremona si poneva come punto di riferimento per tutta l'arte internazionale 'veramente fascista'. Il palazzo avrebbe in seguito ospitato la sede dell'Ente autonomo manifestazioni artistiche cremonesi la sede del Museo di Scienze Naturali, quella del Museo Stradivariano e la sede della Scuola internazionale di liuteria. IL CANTIERE Continuano i lavori di riqualificazione per riportare l'immobile alle sue funzioni Continuano i lavori a Palazzo perla riqualificazione dell'edificio che ospiterà il Museo del Violino. Il progetto del nuovo Museo è culturale e architettonico: l'obiettivo di riportare Palazzo dell'Arte alle sue funzioni naturali, quelle espositive, rivela un compito di grande portata per la città e per il suo territorio. Il progetto si attesta su una dichiarazione forte, rendere fruibile al massimo grado Palazzo dell'Arte, senza prevaricare sulla sua struttura monumentale, un pezzo di architettura della modernità novecentesca a Cremona; reintegrarlo nell'itinerario museale, renderlo fruibile con permeabilità e percorribilità in modo da donare alla città un nuovo spazio di colloquio, di lettura, di paesaggio urbano con nuove visioni sull'imponente tessuto antico della città, sul Torrazzo e la sequenza di monumenti che circondano Palazzo dell'Arte. Vengono anche eliminate parti che niente avevano a che vedere con l'edificio originale progettato da Carlo Cocchia: questo ha riportato alla luce ampie sale illuminate da grandi finestre che, durante tutti questi anni di abbandono, erano state suddivise in stanze buie, le porte in legno di rovere originali perfettamente restaurate e che saranno rimontate a conclusione dei lavori, la grande balaustra del portico che si affaccia su piazza Marconi ripulita con cura ed attenzione ai particolari decorativi.
Cremona. Palazzo dell'Arte, grande futuro
Ieri, il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha visitato il Palazzo dell'Arte a Cremona, sede del Museo del violino, per effettuare un sopralluogo. Il palazzo, progettato da Carlo Cocchia nel 1941, era destinato a ospitare la IV edizione del Premio Cremona, un premio d'arte sostenuto da Roberto Farinacci. Sgarbi ha espresso le sue impressioni sul palazzo, descrivendolo come "straordinario" e ha commentato la sua funzione come punto di riferimento per l'arte internazionale. Ha anche menzionato l'idea di ospitare l'arte contemporanea nel museo.
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