Che i lavori per la realizzazione dei Nuovi Uffizi vanno a rilento non lo si capisce solo dalle dichiarazioni di soprintendenti e direttori di musei. Basta guardare i cantieri dall'esterno e subito ci possiamo render conto che ancora ne ha da passare di acqua sotto i ponti prima che la trasformazione del primo museo d'Italia sia compiuta. Per esempio, i lavori a Palazzo Mozzi Bardini - nell'Oltrarno, di fronte al Ponte alle Grazie - sono praticamente fermi. Eppure la scorsa primavera la responsabile di quel cantiere - l'architetto Fiorella Facchinetti - affermò al Giornale della Toscana che a fine luglio le stanze per i nuovi uffici della soprintendenza per il Polo Museale fiorentino sarebbero state pronte. Da allora sono passati oltre 6 mesi ma non è accaduto niente. Pareva che il trasloco da via della Ninna a Palazzo Mozzi Bardini fosse imminente invece niente. Il cantiere è bloccato per mancanza di fondi. Pare che per la consegna dei nuovi uffici entro la prossima primavera, sarebbero sufficienti 500mila euro. In particolare, il primo piano (destinato a ospitare la maggior parte degli uffici), è pronto, mentre è a buon punto il secondo piano. Nonostante la programmazione dei lavori a Palazzo Mozzi sia strettamente collegata a quella dei Nuovi Uffizi, non è così per le risorse. E questo sta comportando i suddetti ritardi, perché i lavori ancora non sono conclusi, ben sapendo che, fino al momento in cui gli uffici di via della Ninna non saranno liberati, non potrà iniziare l'intervento nella parte di levante del complesso degli Uffizi. È una sorta di effetto domino che, descritto così, sembra non avere soluzioni di continuità. Invece ce l'avrebbe eccome, e a costi probabilmente inferiori al previsto, tali da permettere il rispetto del cronoprogramma, cioè la rappresentazione grafica della programmazione degli interventi nei vari ambienti del cantiere. Sempre nell'Oltrarno - ma in piazza San Felice - esiste un immobile di proprietà dello Stato ma in larga parte non usato. Si tratta della cosiddetta Palazzina Poggi (al numero civico 3, ma alle spalle della facciata che si vede sulla piazza) che, in parte, ospita un piccolo deposito della soprintendenza di via della Ninna (una volta era della soprintendenza dei beni storico-artistici, oggi soppressa e annessa al Polo Museale), dove sono custoditi in ambienti moderni opere provenienti dal territorio. Oggi questa palazzina - che una volta era in carico all'Intendenza di Finanza - è gestita dalla soprintendenza per i beni architettonici guidata da Alessandra Marino e al piano più alto si trovano degli ambienti che giacciono inutilizzati da almeno cinque anni. C'è ad esempio un luminosissimo salone - con ampie vetrate con vedute mozzafiato sulla città - e tante stanze che potrebbero ospitare gli uffici della soprintendenza di via della Ninna. Insomma, non ci sarebbe stato alcun bisogno di ritardare i lavori aspettando la conclusione degli interventi a Palazzo Mozzi, perché con una cifra intorno a 200mila euro (o anche meno, dicono alcuni tecnici) gli ambienti della Palazzina Poggi avrebbero potuto iniziare a funzionare. Questi stessi spazi, in passato, addirittura dovevano diventare la nuova sede della Direzione Regionale dei beni culturali della Toscana (attualmente alle spalle del braccio di levante degli Uffizi): si trattava di un progetto dell'allora direttore Mario Lolli Ghetti, ma poi non se ne fece di niente. Comunque sia, da troppo tempo un ambiente del genere non viene utilizzato, mentre da altre parti i ritardi si accumulano per mancanza di spazi dove traslocare gli uffici. Un po' più di buon senso, come sempre, non guasterebbe. La soprintendenza, che dovrà presto lasciare gli uffici di via della Ninna, potrebbe traslocare negli ambienti in Oltrarno, inutilizzati da troppi anni.