ROMA Nella loro devastante voglia di condoni sembrava che si fossero fermati davanti alle zone vincolate o tutelate per i loro pregi naturalistici e paesistici. Ma era solo un'impressione. Ieri al Senato con un maxiemendamento alla legge Delega la destra ha gettato definitivamente la maschera e con tanto di firma del ministro dei Beni culturali si vuole dare il via libera alla sanatoria di abusi edilizi perpetrati all'interno delle aree protette. Dal 1939 al settembre di quest'anno. «Ma in realtà questo quarto condono pensato dalla maggioranza di centrodestra-spiega il senatore ds, Fausto Giovannelli- è una sanatoria perpetua. Un condono che consente, ad esempio di trasformare una malga di montagna nel parco dello Stelvio in una villa e un deposito di attrezzi agricoli nelle Cinque Terre in una seconda casa». AMBIENTE a pezzi La sanatoria metterà al sicuro anche il bunker del premier in Sardegna Pronto anche il cambio di destinazione d'uso delle aree a tutela paesistica Tutta l'opposizione insorge: «È una sanatoria perpetua» Angius (Ds): «Un'altra legge ad hoc» Protestano Wwf e Italia Nostra terzo condono dell'era Berlusconi Oggi il Senato vota la fiducia sull'emendamento alla legge Delega: devastazione annunciata per aree protette, parchi e coste ROMA Una nuova megasanatoria per gli abusi ambientali: di fatto si condona nelle aree protette, compresi i parchi nazionali e regionali, sulle coste entro i 300 metri dal mare, via libera alle costruzioni oltre i 1.200 metri d'altezza, e si «sanano» gli aumenti di cubatura. Ciò per quanto edificato entro il 30 settembre 2004. Mentre per il futuro si permette di tutto, anche i cambi di destinazione d'uso nelle aree protette e a tutela paesistica, tranne l'aumento di cubatura. Il governo si conferma: con il nuovo emendamento blindato dalla fiducia che riscrive, in negativo, l'articolato del ddl delega sulla legislazione «verde», la Casa della libertà, si prepara - commenta Fausto Giovanelli, capogruppo ds in commissione Ambiente - «il quarto condono edilizio (dopo quello di Nicolazzi, tris di Berlusconi, ndr), dopo che la Corte costituzionale aveva demolito il terzo, il primo nelle aree a tutela paesistica». Serrare i ranghi Vogliono stare sicuri di portare in porto lo scempio: e il ministro Carlo Giovanardi metta la fiducia a tempi contingentati. E di condono edilizio a tutti gli effetti» parla anche Giuseppe Vallone della Margherita. Il tutto, come ricorda il capogruppo Ds, Gavino Angius, annunciando il voto contrario all'inversione dell'odg, «in quattro e quattr'otto», con una fretta sospetta, che nasce probabilmente dalla necessità non solo di condonare abusi niente li meno che dal 1939 al 30 settembre di quest'anno, ma anche qualcosa che riguarda direttamente il Presidente del Consiglio. «Una sanatoria perpetua - incalza il verde Sauro Turrone - a cui si è messo un poco di belletto». Se piove la fiducia il testo, giunti alla quarta lettura, tra Camera e Senato, era stato modificato a Montecitorio, con l'introduzione di una norma che sanava le costruzioni abusive nelle zone paesistiche del Paese. Norma che aveva sollevato dure critiche, tanto da costringere la commissione Ambiente del Senato a cercare di modificare l'articolo, decisione che provocava però, forti dissensi tra i gruppi della maggioranza, tanto da costringere il relatore a chiedere continui rinvii del dibattito in aula, per trovare un qualche accordo nella Cdl. Dissensi (ancora ieri il relatore An, Giuseppe Specchia dichiarava che lui il condono non lo avrebbe fatto) coperti, infine, còome ormai avviene molto spesso, con il voto di fiducia. Ieri, però, come sottolinea Angius «all'ultimo momento, dopo una serie di ripensamenti e il silenzio totale alla conferenza dei capigruppo, piove la fiducia su un provvedimento vergognoso, che non ha niente a che fare con la semplificazione e il riordino della legislazione del settore». Ambiente ad hoc È evidente -per Giovanelli - anche «la volontà di condonare villa Certosa di Berlusconi. Ma se il premier - ironizza - aveva questo problema, si poteva fare una norma ad hoc per la sua villa sarda, non c'era bisogno di approvare una norma che devasterà tutto». Con la fiducia, come rammenta Angius, «il Senato non ha alcuna possibilità di discutere nel merito di questo provvedimento, che incoraggia l'illegalità e lo scempio dell'ambiente: tutto il lavoro finora svolto dalla commissione viene così azzerato». «Siamo di fronte ad un'altra legge vergogna-conclude- all'ennesimo schiaffo al ruolo e alla dignità del Senato, ridotto a terminale telefonico di Palazzo Grazioli: non è pensabile che qualunque bizzarria venga pensata a Palazzo Grazioli o a Palazzo Chigi, diventi poi oggetto di procedimento legislativo inusuale». Ecomostri a rovescio. Esponenti di centrodestra si stanno vantando delle norme del maxiemendamento che prevedono l'abbattimento degli ecomostri, compresa la famosa Punta Perotti di Bari, dimenticando però di ricordare che erano state le amministrazioni locali, anche quelle di centrodestra, a chiedere queste misure e che il comuni e di centrosinistra di Bari ha già pubblicato il bando di gara, pere l'affidamento delle opere di demolizione dell'ecomostro. «Belletto», «foglia di fico, «patetico tentativo di coprire la messa a regime di una norma che prevede sanatorie e abusi importanti» così dal centrosinistra risponde a chi si vanta delle norme sui grossi abusi, dimenticando -lo segnala Vallone - che «attraverso le integrazioni del maxiemendamento all'art. 181 del codice Urbani il governo getta finalmente la maschera: dopo aver sostenuto da sempre che non avrebbe mai condonato gli abusi sulle aree protette, introduce un comma che condona gli abusi senza alcun limite, addirittura per materiali impiegati in difformità dall'autorizzazione paesistica, come, per esempio, è capitato per l'anfiteatro di villa Certosa». Proteste contro il maxiemendamento hanno sollevato anche Italia Nostra e il Wwf.