La Uil beni culturali ancora una volta contro la sua nomina in laguna Il ministro Sandro Bondi ha rimesso sulla poltrona della soprintenedenza del Polo museale veneziano Vittorio Sgarbi, dopo il primo intervento della Corte dei conti che aveva segnalato alcune irregolarità, ma secondo la Uil dei Beni culturali, il critico d'arte rischia un secondo stop. Ad annunciarlo la stessa organizzazione sindacale da Roma. Anche questa nuova nomina, avverte il sindacato, potrebbe essere bocciata dai giudici contabili, perchè in lizza per quel posto c'era un altro candidato interno (il terzo). Si tratta del soprintendente pugliese Fabrizio Vona, la cui domanda non sarebbe stata inizialmente presa in considerazione. «Ancora una volta viene penalizzata la città di Venezia accusa la Uil di Roma non si valuta la grave situazione del patrimonio culturale di una città unica al mondo, che sta pagando e pagherà nei prossimi mesi questa insistenza». Da subito contrario alla nomina di Sgarbi per la guida del polo museale speciale di Venezia, il sindacato, dopo l'intervento della Corte dei Conti, aveva sostenuto che il ministero «stava operando per spianare la strada a Sgarbi, promuovendo gli altri due candidati al polo veneziano». Lo avrebbe fatto sistemando sia Fabrizio Magani (da qualche settimana promosso da sovrintendente a Mantova e Verona direttore regionale in Abruzzo) sia Isabella Lapi Ballerini (nominata direttore regionale in Puglia, prima era soprintendente all'Opificio delle Pietre dure di Firenze). Il ministero, ha segnalato ieri la Uil, «non aveva fatto i conti però con un imprevisto, venuto a galla 1'8 novembre scorso», quando il soprintendente Fabrizio Vona ha chiesto notizie della sua domanda per Venezia. «Al ministero si sono affrettati a rintracciare la domanda e, dopo una valutazione comparativa, l'incarico è stato affidato a Sgarbi», rivela il sindacato, convinto che anche questa nuova nomina non andrà in porto. «E' del tutto evidente ed è noto anche allo stesso Ministero dei beni culturali conclude infine la Uil che anche il nuovo provvedimento di incarico a Sgarbi sarà bocciato dalla Corte dei Conti che su tale questione si è pronunciata due volte peraltro facendo riferimento ad un orientamento costante della stessa Corte, un orientamento che ormai risale all'anno 2006».