Il ministro dei Beni culturali riprende la tesi di Bertolaso su "Napoli città ordinariamente sporca» Per Marrelli, De Sanctis e Quintano sono parole inaccettabili NAPOLI Era passata sotto silenzio una dichiarazione del ministro della Cultura Sandro Bondi durante la scorsa puntata di Annozero. «L'emergenza a Napoli è colpa del degrado civile», lanciata così nel mare magnum delle macerie campane non aveva avuto una grande eco. Allora il ministro, ieri, l'ha argomentata meglio: «C'è da stropicciarsi gli occhi di fronte a ciò che accade a Napoli». E poi: «Le responsabilità, tuttavia, ad essere onesti e non volgari propagandisti, non si possono addossare solo sulle spalle del sindaco di Napoli. Ciò che accade è anche il frutto di un degrado civile,sociale, morale e culturale di una parte del Mezzogiorno che una classe dirigente nazionale farebbe bene a non sottovalutare e che anzi dovrebbe cercare di affrontare secondo uno spirito di corresponsabilità nazionale, unendo tutte le forze migliori e sane presenti sul territorio». Degrado civile, sociale, morale e culturale di una parte del Mezzogiorno è una dichiarazione che ricorda il giudizio di Bertolaso: «Napoli è una città ordinariamente sporca». Come se la monnezza sia nel dna stesso dei napoletani. Divisi, per Beniamino Placido, in due gruppi antropologici: quella degli anglo-napoletani, illuminati e rigorosi, e quella dei turchi-napoletani, più numerosi e meno civili. «Il male in questo caso inizia dalla testa, certamente c'è un deficit assoluto di classe dirigente e non si discute spiega il rettore del Suor Orsola Benincasa Francesco De Sanctis . Le popolazioni meridionali sono migliori delle loro classi dirigenti. Proprio per questo quando la testa è quasi decapitata, il male si diffonde anche alla periferia estrema. Non credo e spero che Bondi non voglia fare la differenza antropologica tra Nord e Sud. Si sa che la monnezza non è frutto di una cittadinanza inadempiente, ma di una criminalità dilagante». E aggiunge: «Si può mai credere che un napoletano non sappia buttare la carta dove si butta la carta, l'umido dove si getta l'umido? La verità è che ci sono sempre stati interessi diversi da quelli dei cittadini, che, tra l'altro, pagano la tassa più alta d'Italia. E se si fa riferimento alla vecchia antropologia napoletana del buttare le carte per strade, non si può fare di questo precedente la causa originaria dell'attuale catastrofe ecologica». Massimo Marrelli, rettore federiciano, è un portatore sano di geni meridionali: calabrese trapiantato a Napoli. «Non c'è dubbio che esista una forma di degrado economico-sociale dice . Ma è assai diverso dalle affermazioni del ministro. Sono d'accordo con il fatto che la responsabilità del sindaco sia relativa: forse non si sa che da più di dieci anni i rifiuti sono commissariati. Se il comune raccoglie l'immondizia deve chiedere il permesso al commissario e oggi alla Regione per sversarli. Inoltre che ci sia un problema generale delle istituzioni è indubbio, che non ci siano i soldi per la differenziata porta a porta è accertato. Manca, insomma, il potere educativo delle politiche pubbliche. Detto questo chiedo al ministro Bondi di venire alla Federico II, poi vediamo se parla ancora di degrado culturale». «Ma scherziamo? Noi abbiamo tradizioni di segno contrario. Come si fa a dire che questa emergenza è figlia del degrado civile?». A chiederselo è Claudio Quintano rettore della Parthenope. «Abbiamo titoli di grande impegno civile e politico e esiste, malgrado tutto, una società viva, attenta ai problemi, culturalmente attiva. Si può parlare di mancanza di sviluppo economico, ma cosa c'entra con i geni e la nostra cultura?». Conclude: «Non c'è serenità, né attenzione e equilibrio in questi giudizi. Tra un po' tireranno fuori gli studi di Lombroso. E' il sintomo di una politica fragile al Nord come al Sud. La monnezza non è altro che il simbolo della crisi nazionale». La giornata di ieri passerà alla storia anche per altre frasi. Quella del vicesindaco di Treviso, il sanguigno Giancarlo Gentilini, le batte tutte. L'Ansa la sintetizza così: «Sindaco e presidente della Regione se li mangino (i rifiuti, ndr)». Molto british.