La Tod's ha risposto al bando per la ricerca di sponsor - No comment di Campidoglio e Commissario Di certo si sa che Diego Della Valle, proprietario di Tod's, è pronto a mettere sul piatto del restauro del Colosseo 23 milioni, ovvero la cifra per completare gli interventi previsti sull'anfiteatro dal commissario alle aree archeologiche della capitale. L'intenzione è stata formalizzata e spedita al ministero dei Beni culturali a ottobre. Entro la fine dello scorso mese, infatti, si dovevano presentare le offerte degli sponsor interessati a farsi pubblicità con il lifting del simbolo di Roma e dell'Italia. La candidatura di Della Valle è, per ora, l'unica certa. Il resto dell'operazione - nonostante si sia chiusa ormai da quasi un mese - è avvolto dal silenzio. Bocche cucite al ministero dei Beni culturali, dove il segretario generale Roberto Cecchi - nonché commissario straordinario per le aree archeologiche della capitale e di Ostia antica - ha fatto sapere che il bilancio dell'operazione verrà reso noto prossimamente, ma senza indicare quando. E anche dallo staff del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si era speso in prima persona sul progetto-Colosseo, rimandano ai Beni culturali. Sull'unica offerta - confermata dal diretto interessato - aleggia, pero, un dubbio, legato alla formulazione dell'avviso pubblico con cui è stata avviata la ricerca dello sponsor. In particolare, al passaggio in cui si assegna al mecenate il carico di responsabilità conseguenti alla sua discesa in campo, che - secondo Della Valle - sono eccessive. Secondo l'imprenditore marchigiano, non si può chiedere a chi già finanzia un restauro di farsi anche carico della sua realizzazione e di garantire sulla qualità degli interventi. Per queste attività c'è il ministero dei Beni culturali Se non si chiarirà questo punto, Della Valle potrebbe valutare il ritiro dell'offerta. L'avviso pubblico, infatti, assegna allo sponsor la fornitura di tutti i mezzi, i materiali e la manodopera per la realizzazione dei lavori. Più in particolare, il mecenate dovrà occuparsi del completamento dell'attività di progettazione (alcuni interventi attualmente sono a un livello di progettazione preliminare e altri, invece, allo studio di fattibilità), della direzione dei lavori (il direttore dovrà essere scelto all'interno di una terna di nominativi proposti dalla soprintendenza), del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione dei lavori, delle attività finalizzate alla realizzazione degli interventi. Il contratto di sponsorizzazione dovrà, inoltre, indicare tempistica dei lavori e penali per i ritardi. Sugli interventi vigilerà la soprintendenza per i beni archeologici di Roma. A fronte di tali impegni, lo sponsor - che potrebbe anche essere non un singolo mecenate, ma un pool di imprenditori organizzati in un raggruppamento temporaneo di imprese - acquisirà i diritti sull'uso di immagini e spazi, seppure con le dovute attenzioni e vincoli che scattano quando si ha a che fare con un monumento storico. In questo caso, poi, c'è da "maneggiare" il Colosseo. In particolare, lo sponsor potrà rendere noto sulla recinzione del cantiere l'importo delle risorse messe a disposizione per il restauro o pubblicizzare il proprio marchio, logo che potrà essere inserito anche sul biglietto di ingresso al Colosseo o in una campagna di comunicazione da realizzare insieme ai Beni culturali. Potrà, inoltre, predisporre percorsi di visita legati ai restauri, organizzare eventi o pubblicare libri o documenti relativi ai lavori.
Della Valle in campo per il Colosseo
La Tod's ha presentato una candidatura per il restauro del Colosseo, con un'offerta di 23 milioni di euro. La società, fondata da Diego Della Valle, è stata scelta come unica candidata per il bando per la ricerca di un sponsor. Tuttavia, il ministero dei Beni culturali non ha ancora confermato la candidatura e il bilancio dell'operazione non è stato reso noto. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il segretario generale del ministero dei Beni culturali, Roberto Cecchi, non hanno fornito informazioni sulla situazione. La Tod's ha espresso dubbi sulla formulazione dell'avviso pubblico, che assegna al mecenate la responsabilità della realizzazione dei lavori e della qualità degli interventi.
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