Una nota del Quirinale "affonda" il ministro. E il Pd rincara: chiarisca sugli incarichi di famiglia L'avvertimento del Colle: "Non mortificandola che si sana un bilancio in tempi di crisi" Con la cultura non si mangia? Di certo - punta il dito Giorgio Napolitano - non è "mortificandola che si sana un bilancio in tempi di crisi". Per la seconda volta in pochi giorni, all' insegna di un attivismo inconsueto per il Quirinale, il capo dello Stato non ha fatto sconti su due temi che tengono il governo sulla gratella e sui quali non si vede luce. L'altro giorno, Napolitano aveva stoppato la propaganda "risolvo-tutto-io" di Berlusconi facendo presente agli italiani di non aver ancora ricevuto il decreto sui rifiuti (che, infatti, gli è arrivato solo ieri sera). E ieri ha voluto tirare, a suo modo, un altro calcio. Colpendo, con un solo verbo, due ministri. Chi è, infatti, che "mortifica" la cultura? Tremonti, certo, che dei tagli (e del conio della frase sulla cultura non buona come companatico) si fa ancora un vanto. Ma anche - e soprattutto - Sandro Bondi. Dicono che ieri, mentre il capo dello Stato scandiva il gerundio "mortificando" durante la cerimonia della consegna dei premi De Sica, al povero Bondi sia scesa una lacrima di sudore dalla fronte; anche per lui, in fondo, pur abituato a sostenere lo sguardo di Tremonti dall'altra parte del tavolo del Consiglio dei ministri, quelle parole di Napolitano devono aver bruciato parecchio. Certo, subito dopo la cerimonia e l'alto rimbrotto, Bondi si è affrettato a dire di pensare "che il governo possa e debba dare una risposta", ma le macerie di Pompei sono ancora tutte lì che sfiatano polvere, mentre il governo - chiacchiere a parte - svetta in immobilismo. Ecco, dunque, l'alzo zero di Napolitano contro chi taglia, ma anche contro chi non sa gestire. Mezz'ora dopo, è il Pd a riprendere le parole del Quirinale: "Ogni giorno che passa le scelte del ministro Tremonti dimostrano di essere frutto di improvvisazione, trovate poco lungimiranti e per lo più dannose", dicono i responsabili di Economia e Cultura nel partito, Stefano Fassina e Matteo Orfini. Ed è lo stesso Orfini ad augurarsi che il ministro Bondi, "possa chiarire quali siano le comprovate competenze che giustifichino una consulenza come quella affidata al marito della sua compagna, che giunge peraltro dopo l'affidamento di un contratto interinale a un altro componente della stessa famiglia". I soldi sono pochi, e spesi male: "Usare una parte, seppur piccola, di risorse pubbliche per risolvere affari privati - aggiunge Orini - è comportamento grave e inaccettabile. Tanto più se compiuto mentre si chiede alle centinaia di migliaia di lavoratori precari del settore cultura di subire tagli di risorse mostruosi." Par facile adesso a Ravanello, come simpaticamente lo chiamavano i colleghi quando era sindaco comunista della natia Fivizzano ("bianco fuori, rosso dentro") dire che "bisogna che la cultura diventi leva non solo dello sviluppo del Paese, ma anche del rafforzamento democratico". La frase di circostanza non fa venire meno le responsabilità di ieri. Come il non essersi dimesso nel momento in cui è stato chiaro che Tremonti aveva deciso di togliergli l'ossigeno. Il perché lo si spiega con la famiglia e i suoi affari, che vengono sempre prima di tutto in casa Pdl. Cosa aspettarsi, d'altra parte da uno folgorato, nell'89, davanti al mausoleo funebre berlusconiano? Altri tempi, certo, da quando vendeva polizze Unipol. Oggi, il neocittadino di Novi Ligure accompagnato Repetti, sembra vivere serenamente la vigilia del voto su quella mozione di sfiducia che con lui potrebbe portarsi dietro, come una tovaglia tirata via di forza, l'intera apparecchiatura di governo. E Napolitano, con quel "mortificare la cultura", ha senz'altro dato una mano a chi, in Parlamento, aveva ancora qualche dubbio sul da farsi.
Napolitano sbotta: basta tagli alla cultura
Il presidente del Quirinale, Giorgio Napolitano, ha lanciato un attacco contro il ministro della Cultura, Sandro Bondi, e il ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, affermando che "mortificare la cultura" è un modo per "sana un bilancio in tempi di crisi". Napolitano ha fatto riferimento a tagli nella cultura e ha criticato il governo per le sue scelte. Il Partito Democratico (Pd) ha ripreso le parole del Quirinale e ha chiesto a Bondi di chiarire le sue competenze. Il Pd ha anche criticato Tremonti per le sue scelte e ha chiesto che il governo dia una risposta alle critiche.
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