Ninni Cutaia, l'ultimo direttore: "Parole importanti in un momento delicato" Sarà stato lo spettacolo su Gadda cui Napoletano ha assistito nei giorni scorsi al Teatro Valle di Roma a smuovere qualcosa. Fatto sta che durante la consegna dei premi De Sica per lo spettacolo il presidente ha bollato come "inspiegabile" la chiusura dell'Eti, l'ente che gestiva appunto la stagione del Valle oltre che quella della Pergola di Firenze e del Duse di Bologna e che pochi mesi fa è stato soppresso e accorpato al Mibac dal Ministro Bondi. Ne parliamo con Ninni Cutaia, l'ultimo direttore dell'ente. Secondo Napolitano la chiusura è inspiegabile mentre Bondi ribadisce che si tratta di una "sovrastruttura inutile", che succede? Inspiegabile è anche la parola che usai io all'epoca della chiusura, anche perché la Commissione cultura del Senato votò all'unanimità per eliminare l'Eti dalla lista degli enti da sopprimere. Erano tutti d'accordo: maggioranza e opposizione. Dunque l'Ente non andava chiuso? Diciamo che è stato chiuso affrettatamente mentre sarebbe stata opportuna una riforma che del resto noi stessi invocavamo. Se si pensa che la nascita dell'Eti risale al 1942 mentre l'ultima riforma risale al 1978, da quel momento in poi nessun governo né di destra né di sinistra vi ha più messo mano, si capirà quanto una ristrutturazione fosse necessaria. Una grossa carenza per un ente così importante per il settore. Importante in che modo? Intanto per la divulgazione del nostro teatro sia in Italia che all'estero. Se spettacoli come "ingegner Gadda va alla guerra" di Gifuni, cui il presidente ha assistito e che ha apprezzato, sono stati portati in scena è anche grazie a un cartellone che permette di divulgare questi autori. Tutti i paesi europei hanno un ente analogo la cui missione è determinata poi dal ministero competente. Le parole di Napolitano riaprono il caso Eti? Ho ovviamente apprezzato le parole del presidente il quale ha un'idea alta della cultura rispetto allo sviluppo del Paese. cultura che difende da sempre. e mi fa personalmente piacere che abbia voluto ricordare anche l'Eti. Oggi che c'è una difficoltà per tutti i settori dello spettacolo la sua dichiarazione assume un significato ancora più importante. Pensa che l'epilogo potrebbe essere diverso? In questo momento ce una situazione talmente delicata per la cultura in Italia che mi sembra difficile. Ma la speranza, si sa...
Grazie presidente, ha ricordato l'Eti
Ninni Cutaia, l'ultimo direttore dell'Eti, ha parlato della chiusura dell'ente. Il presidente della Repubblica, Sergio Napolitano, ha definito la chiusura come "inspiegabile". Napolitano ha anche ricordato che la Commissione cultura del Senato aveva votato all'unanimità per eliminare l'Eti dalla lista degli enti da sopprimere. Cutaia ha affermato che la chiusura è stata affrettata e che sarebbe stata opportuna una riforma. L'Eti è stato chiuso affrettatamente, mentre sarebbe stata necessaria una ristrutturazione. La chiusura dell'Eti ha causato una carenza di divulgazione del teatro in Italia e all'estero.
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