Discorso molto netto durante i premi De Sica: «Non è così che si risanano i bilanci, ed è inspiegabile la soppressione dell'Eti» Presente Bondi, che fa finta di non capire. Poi dice «Ente inutile» Napolitano, «statista vigile in un periodo di tanta amarezza» per dirla con Guido Ceronetti, presente con un messaggio, ha incontrato al Quirinale i rappresentanti del mondo del mondo della cultura in un momento in cui anche gli investimenti nella cultura sono sottoposti a drastici tagli, pur necessari «per ridurre il debito pubblico nell'interesse delle nuove generazioni» come ricorda il presidente che però ricorda anche a chi governa, in prima fila c'è il ministro della Cultura alle prese con crolli e sfiducia, che «la cultura è la risorsa di cui l'Italia è più ricca e non può essere mortificata». Di questo deve esserci consapevolezza collettiva e raggiungere il traguardo deve essere un «solidale impegno». Nella sala c'è il mondo del cinema riunito per la consegna dei premi De Sica assegnati anche ad esponenti di altre arti a nome delle quali ha preso la parola Alberto Arbasino premiato per la letteratura. Grande assente il teatro, «per la soppressione inspiegabile dell'Eti e per la sospensione, spero solo temporanea degli Olimpici del teatro» si rammarica Napolitano. In rappresentanza c'è Luca De Filippo cui è stato assegnato il De Sica. «I1 Cinema italiano è parte costitutiva della nostra identità nazionale» afferma il presidente che conferma di «sapere bene quel che vi inquieta, quel che vi assilla, i motivi della vostra protesta che ha attraversato il Paese». Invita ad una «riflessione di fondo sulle prospettive» per decidere «quale spazio, quale grado di priorità meriti la risorsa cultura nelle legislazione nel bilancio dello Stato e delle Regioni, nelle cure delle istituzioni nazionali e locali, nelle scelte di investimento e nelle donazioni dei privati». È venuta l'ora «di discutere seriamente, guardando a quel che ci aspetta e ci impegnerà nei prossimi anni in quanto comunità nazionale». «Con la cultura non si mangia» ebbe a dire il ministro Tremonti mentre il suo collega Brunetta ha messo in dubbio che lo spettacolo rientri a pieno diritto nella cultura. Posizioni che contraddicono quell'« insieme» che per Napolitano è invece cultura in tutti i suoi aspetti. Non entra nelle polemiche il presidente perchè «tenermene lontano è regola doverosa» ma al ministro Bondi riconosce gli impegni presi «in materia di risorse e di rinnovo degli incentivi fiscali» quasi a volerglieli ricordare. Il ministro apprezza e poi scivola sull'Eti che, comunque la pensi il presidente per lui «era un ente inutile» e punta sul ritorno dei mecenati come soluzione dei mali. Grandi applausi alla fine del discorso da parte di chi gli applausi è abituato a riceverli. I premiati Lino Banfi, Monica Bellucci, Franco Interlenghi, Micaela Ramazzotti, Luciano Ligabue, Carla Fracci, Antonio Capuano, Giovanna Gagliardi, Francesca Longardi, Alessando Gassman e Riccardo Scamarcio che dice: «Napolitano è con noi».
Napolitano e i tagli: La cultura non può essere mortificata
Il presidente della Repubblica ha discusso dei premi De Sica assegnati al mondo del cinema e della cultura. Ha sottolineato l'importanza della cultura per l'Italia e ha invitato a una riflessione sulla priorità da attribuire alla cultura nelle legislazioni e nelle scelte di investimento. Il ministro della Cultura ha espresso posizioni contraddittorie sulla cultura, mentre il ministro del Tesoro ha affermato che la cultura non si mangia. Il presidente ha anche menzionato la soppressione dell'Eti Presente Bondi e ha espresso insoddisfazione per la sospensione degli Olimpici del teatro. I premiati hanno ricevuto applausi da parte del presidente e del pubblico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo