Vie per lo sviluppo. Il Capo dello Stato: «Non le troveremo mortificando la risorsa di cui l'Italia è più ricca» "Inspiegabile la soppressione di enti come 1'Eti" Dalla parte della «risorsa cultura», dello spettacolo nelle sue forme più varie, del «patrimonio straordinario che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare». E questo anche in tempi di crisi, anche se «abbiamo da fare i conti con una riduzione cui non possiamo sfuggire». Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affronta con chiarezza lo scontro che da mesi vede contrapposti governo e mondo dello spettacolo, evita parole di rito, va diritto al cuore del problema e, quando parla di «nuove vie per il nostro sviluppo politico e sociale», precisa: «Non troveremo queste vie attraverso una mortificazione della risorsa di cui l'Italia è più ricca: la risorsa cultura, nella sua accezione unitaria». Il cinema italiano, dice Napolitano, è «parte costitutiva della nostra identità nazionale, risorsa produttiva, fattore di prestigio e di attrazione dell'Italia nel mondo». Per il mondo dello spettacolo, reduce dalla mobilitazione nazionale di lunedì, è un'iniezione di fiducia e l'appuntamento annuale con i Premi De Sica, su cui ieri gravavano timori di proclami e interventi polemici, diventa l'occasione per tirare un sospiro di sollievo: «Il presidente Napolitano - dice Christian De Sica - ha pronunciato un discorso forte, vero». Riccardo Scamarcio è contento: «Più chiaro di così non poteva essere. Spero che questo governo, che mi sembra però al capolinea, o il prossimo, sappiano recepire concretamente le sue parole». Carla Fracci è «addolorata per la crisi», ma non ha dubbi: «Sto dalla parte del Presidente: bisogna essere ottimisti, anche in questo momento dove manca il dialogo». L'affondo del Presidente, consapevole del clima della giornata («so bene quel che vi inquieta, quel che vi assilla, i motivi della protesta che ha ieri attraversato il Paese») parte dalla questione Eti, ente teatrale a suo parere «inspiegabilmente soppresso». Quest'anno, nelle sale del Quirinale, non sono stati attribuiti «Gli Olimpici del Teatro» e Napolitano se ne rammarica: «Come ha detto giorni fa un eminente studioso tedesco nel ricevere in queste sale il Premio Balzan "il teatro in tutte le sue forme e con la sua lunga e ricchissima storia" è parte integrante della cultura europea». Il ministro Bondi ascolta, ma, al termine della cerimonia, ribadisce il suo parere, diametralmente opposto: «Sopprimere l'Eti è stata una misura giusta. Era un ente inutile. Ci troviamo in condizioni difficili, bisogna aderire al più presto a una visione dello spettacolo sostenuto dalla società civile. Per il suo finanziamento dobbiamo pensare alle banche, alle fondazioni, al mecenatismo della società». Dopo aver detto che la questione spettacolo richiede «un'attenzione specifica, per le gravi difficoltà che sta attraversando, per l'incertezza che pesa sul suo futuro», il Presidente esprime giudizio positivo su «quel che il ministro dei Beni culturali ha dichiarato sulle ragioni della protesta di ieri, sui problemi reali che essa pone» e su «quel che ha annunciato in materia di ripristino di risorse per il Fus 2011 e di rinnovo delle misure di incentivazione fiscale al cinema». Quasi un modo per ricordare che le parole dette devono corrispondere a un impegno vero: «Sono grato al Presidente - ribatte il ministro - per aver riconosciuto l'impegno mio e del mio governo». Ma la cultura, osserva Bondi, deve diventare da leva non solo dello sviluppo economico del Paese, ma anche del rafforzamento della nostra democrazia». In prima fila, tra i premiati, Lino Banfi guarda il ministro e lo trova «molto giù, depresso. Ha delle responsabilità, ma è anche vero che è solo contro tutti: serve coesione». Monica Bellucci fa paragoni con la Francia: «Lì fanno 250 film all'anno, in Italia forse non si arriva nemmeno a 50. Tagliare i fondi vuol dire ridurre il cinema italiano allo stato animale. Bisogna fare qualcosa, altrimenti andiamo indietro». Assente per motivi di salute, Guido Ceronetti affida il suo messaggio alla moglie e ringrazia il Presidente «per la sua opera di statista vigile in un periodo di tanta amarezza e difficoltà della nostra storia nazionale».
"Non si risanano così i bilanci". Il presidente Napolitano contro i tagli alla cultura
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affrontato lo scontro tra governo e mondo dello spettacolo, evitando parole di rito e andando direttamente al cuore del problema. Ha precisato che non troveremo nuove vie per il nostro sviluppo politico e sociale attraverso una mortificazione della risorsa di cui l'Italia è più ricca, ovvero la risorsa cultura. Il cinema italiano è parte costitutiva della nostra identità nazionale, risorsa produttiva, fattore di prestigio e di attrazione dell'Italia nel mondo. Il Presidente ha anche espresso fiducia nel governo dei Beni culturali, che ha dichiarato di voler ripristinare risorse per il Fus 2011 e di rinnovare le misure di incentivazione fiscale al cinema.
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