Declino dei villeggianti, il sorpasso delle presenze extra-alberghiere Se si esclude la specificità di Abetone manca un "marchio" che renda più visibili questi luoghi Dopo il viaggio nell'imprenditoria manifatturiera, nei comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio e S. Marcello, Il Tirreno vuole intraprenderne uno nuovo nel complesso mondo del turismo. Questi quattro comuni hanno col turismo molti punti di contatto, a partire dall'aspetto ambientale. Si trovano sulla stessa linea di percorrenza montuosa, con caratteristiche simili per la raggiungibilità viaria. La loro complessità paesaggistica, umana ed economica insieme allo scenario ambientale-naturalistico fanno di questo microcosmo un fattore unificante. Pur avendo un tessuto economico assai diverso fra loro sono caratterizzati tutti da spopolamento e invecchiamento della popolazione. Nel viaggio si intervisteranno albergatori e titolari di agriturismi, un campione sufficientemente rappresentativo e in grado di dare un'idea delle problematiche di questa parte dell'economia della montagna pistoiese. Sappiamo oggi che il turismo costituisce una prospettiva a cui mirare con maggiore efficacia, anche per i comuni, come San Marcello, che avevano considerato questo settore come un'attività marginale. Nuovi problemi economici per queste zone si affacciano, ma ci sono anche nuovi mezzi a disposizione e nuove tecnologie a partire da quelle informatiche, dell'informazione, dell' approvvigionamento, del risparmio energetico. In montagna, la villeggiatura prima e il turismo poi, hanno alle spalle una tradizione e una storia consolidata nel tempo che trova il proprio apice, negli anni '70, con il grande sviluppo degli impianti sciistici di Abetone. A Cutigliano dobbiamo assegnare il merito dell'apertura della prima "Azienda di soggiorno", nel 1929, prima di quella di Abetone, nel 1933. Ma questa è storia. Occorre ora porsi, e porre, alcune domande. In montagna c'è un territorio, ambientalmente importante ancora non eccessivamente compromesso dal "progresso". Questo territorio è equidistante e vicino a città d'arte riconosciute nel mondo, per la loro bellezza e importanza. Firenze, Pisa, Lucca, Pistoia sono a un tiro di schioppo e facilmente raggiungibili, e in tempi limitati, con diversi mezzi come treno, autobus, auto. Consideriamo poi che la parte più abitata (antropizzata) di questi territori montani è ricca di offerte interessanti come campi da sci, musei, manufatti storici, e se ne potrebbero citare molti altri; manufatti moderni come il Ponte sospeso, l'osservatorio astronomico, le piscine coperte, i campi attrezzati per le attività sportive estive. Vasto è il settore dell'accoglienza turistica. Insomma ci sono gli ingredienti fondamentali per fronteggiare anche le nuove tendenze di un turismo più maturo più consapevole, ma i numeri delle presenze, da anni, non variano di molto. Il turismo di massa, quello caratterizzato dai grandi esodi, dalla grande standardizzazione, sta cedendo il passo ad un turismo basato sulla conoscenza, sull'interazione col territorio, con l'esplorazione, con la scoperta. Un dato significativo può dare una indicazione di ciò che sta cambiando. Sul nostro territorio, nel 2000 il settore alberghiero contava il doppio delle strutture dell'extralberghiero. Nel giro di quattro anni le strutture dell'extralberghiero hanno superato quelle dell'alberghiero. Nel 2005 c'è stato un secondo sorpasso, il numero dei letti disponibili nell'extralberghiero ha superato quello dell'alberghiero. Un doppio sorpasso. Può questo essere un indicatore di tendenza? E' possibile, ma vediamo anche altri dati statistici riferiti all'anno 2009, (forniti dall' ufficio statistico del turismo della Provincia). I dati ci dicono che i quattro comuni considerati richiamano mediamente negli ultimi cinque anni un 8 di tutti i turisti ospitati nella nostra provincia. Ci dicono che, mediamente, un anno per l'altro, Abetone ne ospita quasi il 50, Cutigliano quasi il 28, San Marcello quasi il 23 e poco più dell'1 Piteglio. La media di permanenza per turista, sempre nel 2009, è stata di 4 giorni. Ci indicano inoltre che arrivi e presenze stanno nella media degli ultimi cinque anni, nei quali c'è una sostanziale stabilità sia negli arrivi che nelle presenze dei turisti. Si è raggiunto il limite della capacità di ospitalità? Oppure, se escludiamo la specificità di Abetone, questo territorio sembra non avere una riconoscibilità turistica precisa, pur avendone la vocazione, e che quindi manchi di una "marca" di una "brand" che altri luoghi, non superiori per caratteristiche, invece hanno? L'immagine di un luogo ha per il turista molta rilevanza nelle sue motivazioni di scelta.