Manca il numero legale: le delibere sullurbanistica e sulle aziende restano al palo NEMMENO limpegno del "gruppo dei volenterosi", venti consiglieri di Pdl, Pid, Mpa e Pd uniti in unalleanza trasversale, è riuscito ieri a sbloccare il consiglio comunale di Palermo, che non approva una delibera da sei mesi. Anche ieri la seduta, la prima della maratona di 4 giorni convocata apposta dal presidente Alberto Campagna, si è conclusa con un nulla di fatto. Oggi il secondo tentativo, alle 10. Allordine del giorno delibere come la costruzione di 7 mila alloggi del Pep, il piano regolatore del porto, il riordino delle aziende partecipate. Ieri non è passato il prelievo del primo punto allordine del giorno, il Piano per la costruzione degli alloggi di edilizia popolare e convenzionata, che lì giace da 5 anni, e che Pdl e Udc chiedevano di discutere. Ma in consiglio manca laccordo sul numero di alloggi da costruire in verde agricolo: 7 mila sembrano troppi a tutti. Un tema complesso: anni fa la costruzione di alcuni alloggi nella zona di Riserva Reale venne interrotta da un esposto alla Procura del senatore Carlo Vizzini. Su proposta di Manfredi Agnello, Fds, è passato invece il prelievo della delibera sulle aziende partecipate. Ma il Pdl, a quel punto, ha convocato il gruppo e alla ripresa dei lavori, alle 14,30, con solo 9 consiglieri presenti (Campagna, Alotta, Tantillo, Milazzo, Munafò, Terminelli, Fraccone, Di Gaetano, Agnello) la seduta è saltata. Oggi la discussione riparte dal riordino delle aziende partecipate, alla presenza dellassessore Santoro e del direttore generale. Sul tappeto la proposta di una holding per le società, lo scioglimento delle collegate e la loro trasformazione. «Avevamo proposto di procedere con lordine cronologico. Ma il consiglio non riesce a uscire da questo vicolo cieco - dichiara il capogruppo del Pdl Giulio Tantillo, dopo linsuccesso della riunione - Anche se non esiste più una maggioranza, troviamo un accordo per lavorare insieme a quattro-cinque delibere senza colore, le più utili alla città. Sul Pep siamo discutiamo, rivedendo i numeri». Anche Salvatore Orlando, Idv, avrebbe voluto partire, in ordine cronologico, dal Pep: «Lassessore ha illustrato 5 volte il piano, ci sono gli emendamenti, affrontiamoli. Se non vanno bene 7 mila alloggi, facciamone tremila. Tutta la materia urbanistica è ferma, gli imprenditori si lamentano, le cooperative non possono costruire. Troviamo una maggioranza intorno agli obiettivi da raggiungere». Doriana Ribaudo del Pid e Mimmo Russo dellMpa hanno riunito a un tavolo i "volenterosi", che però ieri, al banco di prova, non hanno ben risposto allappello. La Ribaudo ci riprova: «Ognuno è rimasto nella sua posizione politica. Procediamo in ordine cronologico e dedichiamo un giorno alle delibere più pesanti».