Limprenditore segue i "prodotti" legati alla tradizione del territorio, dai fiori allolio fino ai grandi eventi Lolio, i fiori, le valli Argentina e Armea, siete specializzati nella promozione del Ponente ligure? «Siamo radicati nel nostro territorio, certo, e promoviamo le sue peculiarità. Abbiamo vinto due volte lAgorà, nel 2008 quella nazionale, nel 2010 la regionale, con due campagne pubblicitarie per il Festival dei Fiori, cliente lUcflor. Ma ci occupiamo di comunicazione in diversi settori, tra cui grande distribuzione, prodotti di bellezza, banche, merchandising, editoria e ben oltre il Ponente ligure. A Montecarlo, per esempio, curiamo alcuni aspetti della comunicazione in Italia di Sbm, la Société des bains de mer». In Liguria il grande pubblico vi ha conosciuto questa estate, e lestate scorsa, per la campagna sullolio dop. Perché la bottiglia assaggiata? «Abbiamo veicolato il messaggio tramite uniperbole visiva, messa in primo piano con un paesaggio tipico dellentroterra sullo sfondo. Il concept si basa sullidea che se il colore della Liguria è lazzurro caratteristico del mare, il suo sapore è quello dellolio Dop, olio ligure al cento per cento». E lidea delle Alpi mistiche come vi è venuta? «Nel territorio dei comuni di Badalucco, Carpasio, Castellaro, Ceriana, Molini di Triora, Montalto Ligure, Pompeiana, Terzorio e Triora sono evidenti le tracce di una forte propensione alla trascendenza, religiosa, spirituale, mistica. Pensiamo ai ritrovamenti di grotte sepolcrali risalenti alle età dei metalli, ai menhir, agli altari dei druidi, al processo alle streghe di Triora, al forte attaccamento ai valori cristiani e, in particolare, al culto mariano. Il concept Alpi Mistiche della Liguria focalizza lattenzione su questo aspetto». Quale è la caratteristica di fondo dellestremo Ponente ligure? «Quello di essere frontiera, cerniera, tra le Alpi e il mare, tra lItalia e la Francia, con un clima unico». E quali sono le sue debolezze? «Purtroppo corriamo il rischio di compromettere definitivamente il settore turistico. Il nostro territorio, tanto bello ma anche fragile, è compromesso dallo sviluppo sconsiderato delledilizia e delle serre, e soffre per carenza di infrastrutture, strade in primo luogo ma non solo». E per quanto riguarda la delinquenza organizzata, che secondo alcuni si starebbe diffondendo nel Ponente ligure? «Io sono imprenditore e personalmente non ho mai ricevuto richieste o minacce da nessuno. Certo, siamo territorio di frontiera, di qui sono passati in tanti, alcuni si sono fermati e non tutti erano persone raccomandabili, cè il Casinò, quindi giro di denaro. Ma, per quel che vedo io, la situazione non è né peggiore né migliore che in altre zone».