Dopo il disastro di Pompei è la persona meno idonea a fare prediche: ci faremo sentire presto Venga a trovarci alla nostra università che ancora riesce a esprimere valori di assoluta eccellenza Se responsabilità ci sono vanno imputate ai centri del potere del Nord e ai governi che si sono succeduti Bondi accende la miccia "Degrado meridionale" DOPO ESSERSI STROPICCIATO GLI OCCHI - così dice lui - il ministro Sandro Bondi riprende a inveire, con più livore, sul degrado civile e morale di Napoli e del Mezzogiorno. Lesternazione è pesante e, infatti, provoca una raffica di contestazioni al ministro dei Beni culturali «che tanto bene ha vigilato sul patrimonio di Pompei». Partiamo dalla notizia e riferiamo la frase incriminata: «Ciò che accade a Napoli è anche il frutto di un degrado civile, sociale, morale e culturale di una parte del Mezzogiorno che una classe dirigente nazionale farebbe bene a non sottovalutare e che anzi dovrebbe cercare di affrontare secondo uno spirito di corresponsabilità nazionale, unendo tutte le forze migliori e sane presenti sul territorio». La sintesi è obbligata: la colpa è vostra, sbrigatevela da soli. La cosa, però, non è così semplice come pensa il coordinatore del Pdl e le sue parole, infatti, fanno scandalo, nel senso che danno la stura a una protesta corale pur se variamente articolata. La risposta più graffiante la dà il rettore magnifico, Domenico Marrelli: «Il ministro venga a trovarci alla Federico II e così potrà constatare di persona il livello culturale della nostra università che, nonostante le ristrettezze nelle quali è costretta a muoversi, per effetto di una politica miope e pochissimo attenta ai problemi dello studio e della ricerca, riesce a esprimere valori educativi di assoluta eccellenza. Noi sappiamo che questo è vero, il ministro, invece, non è mai venuto a farci visita». Una risposta più ironica ma non meno efficace viene, invece, dal filosofo Aldo Masullo: «Lanalisi del ministro Bondi parte da lontano e non deve stupire perché è perfettamente in linea con lo stile di questa politica. In luogo di distribuire sermoni pesanti da mandare giù perché del tutto irreali, dal rappresentante del governo ci saremmo attesi piuttosto una onesta ammissione di una verità che in questi giorni è stata più volte ribadita, e per ultimo da Roberto Saviano: le responsabilità del degrado vanno imputate ai centri di potere del Nord e ai governi che si sono succeduti». La reazione più propositiva arriva, invece, da un altro filosofo, Roberto Esposito, il quale esordisce affermando che «la sortita di Sandro Bondi, per essere comprensibile, va completamente rovesciata. Non ci nascondiamo dietro un dito e sappiamo bene che i problemi di Napoli hanno trovato in loco la loro incubazione, ma è altrettanto evidente che le responsabilità sono soprattutto, se non esclusivamente, della politica nazionale e, a scalare, dei livelli istituzionali regionali e locali». Un discorso senza prospettive, allora? «No, un discorso che parte da una constatazione che ormai si è fatta strada: oggi se cè una possibilità di riscatto viene dalla società civile e dagli intellettuali. Queste componenti finora non si sono fatte sentire troppo, ma la crisi dei rifiuti e il fallimento del governo hanno creato una consapevolezza nuova indotta anche dalle analisi di Saviano che hanno lasciato il segno e hanno distribuito pesanti frustate al ceto politico lacerato soprattutto nel centrodestra». Dalla protesta alla proposta il passo è breve: Roberto Esposito mette in mora Bondi («Dopo il disastro di Pompei è la persona meno idonea a fare prediche moralistiche») e annuncia che gli intellettuali napoletani sono pronti a una mobilitazione culturale: «Il proposito è fermo e ci faremo sentire prima di quanto si possa immaginare». Gli intellettuali, insomma, sono decisi a dare un segnale concreto di autonomia dalla politica e di affrancamento da un ruolo di subalternità. Cè molta carne a cuocere, come si vede, e lanalisi di Esposito si salda con quelle di Masullo e di Marrelli. «Il degrado dice il rettore è economico prima ancora che morale e civile come sostiene Bondi, perché lassenza di valide politiche pubbliche ha prodotto la conseguenza di indebolire il potere educativo che resta un valore fondante». Chiudiamo con un commento molto forte di Aldo Masullo per il quale «il centrodestra che va a rimorchio della Lega e delle centrali finanziarie ed economiche del Nord non può scaricare le responsabilità sui meridionali, quindi è un bambinesco tentativo di rifugiarsi dietro lo scudo delle altrui debolezze per mascherare la propria incapacità».
NAPOLI - "Bondi, sulla città sbagli" - Il ministro: che degrado. Lira degli intellettuali
Riassunto in 200 parole:
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha fatto una dichiarazione in cui ha accusato la città di Napoli e il Mezzogiorno di essere responsabili del degrado civile e morale. La sua affermazione è stata criticata da vari intellettuali napoletani, tra cui il rettore della Federico II, Domenico Marrelli, e il filosofo Aldo Masullo. Marrelli ha risposto affermando che la università della sua istituzione riesce a esprimere valori educativi di assoluta eccellenza, nonostante le ristrettezze. Masullo ha criticato Bondi per la sua analisi, che è stata considerata irrealistica e pesante.
Artista / Persona
Bene culturale
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