Porto Torres. Via delle Terme, scavo trasformato in discarica In via delle Terme tra le «rovine» c'è anche uno stenditoio Porto Torres. Dopo il crollo della Casa dei Gladiatori, a Pompei, sono scoppiate le polemiche sullo stato di conservazione dei beni archeologici, storici e architettonici italiani. Un tema che interessa tutti i siti archeologici di grande importanza, compreso quello di Porto Torres. Finora, è bene sottolinearlo, non ci sono stati problemi importanti anche perché molte scoperte sono state catalogate e studiate, ma subito dopo rispedite sotto uno strato di terra per l'impossibilità di una seria opera di valorizzazione, conservazione e vigilanza. Ma quanto sta accadendo nel sito di via delle Terme, ancora in fase di studio, è un po' il simbolo dello stato di abbandono dei beni culturali. Proprio in via delle Terme, dopo le importantissime scoperte dell'estate del 2009, i lavori hanno segnato il passo. Da mesi il cantiere è inattivo e immediatamente si sono scatenati i maleducati che hanno pensato bene di utilizzare l'area degli scavi come cestino della spazzatura. Nulla di grave, sia ben chiaro, ma sono decine le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio che abbelliscono il limite dell'area archeologica, come a voler segnare ed evidenziare la linea di confine. Con un omaggio supplementare, proprio all'altezza dell'ingresso del cantiere, e cioè un ancor integro stendino bianco scaraventato al di la della rete di recinzione. Come detto nulla di particolarmente grave visto che ripulire l'area comporterebbe un intervento di poche ore. Resta, però, l'aspetto dell'area che denota scarsa attenzione per una serie di ritrovamenti che gli stessi archeologi avevano definito di eccezionale importanza. I principale reperti sono stati messi al sicuro nel centro di restauro di Li Punti e a breve - almeno così ha assicurato la Soprintendenza ai beni archeologici - le statue di Ercole e di un dignitario di altissimo grado dovrebbero tornare a Porto Torres. Sempre nella zona di via delle Terme è stata ricoperta la scritta beneaugurante che accoglieva di ospiti della casa di un ricco mercante ma tutto questo, insieme con le altre vestigia riportate alla luce di decenni di campagne di scavi, continua a essere un tesoro indisponibile per la città. Eppure il patrimonio culturale è anche un volano economico, in grado di produrre ricchezza e occupazione, e risorse da reinvestire nella valorizzazione e conservazione dei siti archeologici.
Sardegna. Siti archeologici in abbandono
In via delle Terme a Porto Torres, un sito archeologico, è stato utilizzato come discarica. I lavori di scavo sono stati interrotti e l'area è stata trasformata in un cantiere inattivo. I muri degli scavi sono stati coperti di bottiglie di plastica e lattine di alluminio, e un stendino bianco è stato appoggiato all'esterno della rete di recinzione. Gli archeologi hanno definito i ritrovamenti come eccezionali, ma l'area è stata trascurata. Le statue di Ercole e di un dignitario sono state trasferite al centro di restauro di Li Punti e dovrebbero tornare a Porto Torres.
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