Graglia (Univa) plaude al Maga e auspica finanziamenti privati Finanziamenti privati al Maga? «Condivisibili e auspicabili, afferma Michele Graglia, presidente dell'Univa. «Nell'attività industriale c'è sempre stata una forte attenzione all'arte. Il giudizio sulla ricerca di fondi avviata dal museo è arrivato ieri, nella stessa sede di via De Magri, durante la presentazione dei nuovo libro edito dall'Unione industriali e firmato da Pietro Macchione: «Varese Moda e Mode». Il Maga vuole coinvolgere i capitali privati nella sua avventura e anche diventare un importante punto di riferimento per le istituzioni del territorio. Quindi, il Maga apre appositamente le porte nel giorno di chiusura all'Univa che, in un'accogliente saletta al secondo piano, vuole presentare il libro «Varese Moda e Mode»: il terzo di una collana edita dalla stessa associazione di categoria e firmata da Pietro Macchione. Insomma, i classici due piccioni con una fava: soldi ed eventi emblematicamente racchiusi in un solo momento. Infatti, sul tema degli investimenti misti, il presidente degli Industriali varesotti Michele Graglia afferma: «L'ingresso di imprenditori nel museo è condivisibile e auspicabile». E sulla sede stessa, ammirata e utilizzata ieri per la prima volta: «E' molto bella. E' affascinante. Una struttura degna di una città importante come Gallarate». Certo, per quanto riguarda l'aspetto economico, si tratta di un imprimatur generico e circoscritto alla filosofia di base della strategia di coinvolgimento portata avanti dal presidente del Museo d'arte di Gallarate, Angelo Crespi, e avviata dalla nascita del Circolo dei Maghi. Appunto una sorta di club di mecenati che, al momento, cerca di attirare grandi finanziatori privati. Però, le parole di Graglia rimangono pur sempre una voce ufficiale proprio di quel mondo. «Che nell'attività industriale ci sia stata e ci possa essere una forte attenzione all'arte è garantito», specifica il vertice dell'Univa. «Del resto, tale aspetto fa parte un po' di quello spirito industriale capace di creare un profitto che torna utile allo sviluppo sociale. Esempi di magnati ce ne sono tantissimi. Vero è anche che non ci può essere un automatismo e che l'intervento dipende sempre dalla persona». Per questo oltre al «condivisibile» e all'«auspicabile» non si può andare. Anche se una battuta successiva, al microfono, introducendo il libro di Macchione, fa capire la sua idea: «Bisogna dire che sulla cultura non si deve lesinare, come sulla scuola. E la chiudo qui per non entrare in discorsi polemici». Intanto, oltre ad avere l'opportunità di ammirare in esclusiva la collezione Consolandi (mostra di grandi opere contemporanee in corso sino al 13 febbraio prossimo), ai molti ospiti invitati dall'Unione industriali il personale del Maga consegna l'elegante brochure di presentazione del Circolo dei Maghi. Anche la direttrice Emma Zanella ricorda l'iniziativa e aggiunge: «Colgo l'occasione per invitare le istituzioni a una frequentazione sempre più calorosa del museo». In prima fila gli assessori Isabella Peroni (Cultura), Paolo Caravati (Commercio) e Carlo Bonicalzi (Bilancio) annuiscono. Così, dopo una sottolineatura tutt'altro che scontata e banale seppur con il sorriso sulle labbra da parte di Graglia («Credo che chi fa impresa abbia sempre qualcosa per essere ringraziato»), la parola passa all'autore. Un Macchione che rimarca: «Varese è un mito nel mondo, ma a differenza di Firenze e Venezia non ha avuto intellettuali capaci di parlarne al mondo. Basti pensare che qui, alla Birreria Poretti, è nato in prima battuta il Liberty». Uno stile che con il Romanico viene spiegato nel libro. Assieme a tutti i prodotti che nell'arco del tempo, dal formaggio al biscotto, dall'amaro alle campane, partendo dalla nostra provincia, sono diventati moda.