BARIQuanto servirà la nuova legge ad accelerare i tempi dell'abbattimento del complesso edilizio sul lungomare di Bari, sgradito anche al presidente del Consiglio che lo bocciò scrutandolo dalla muraglia, nessuno è ancora in grado di dirlo. Sul fronte politico commentano che bisognerà valutare il testo per intero, una volta licenziato dai Senato. A lume di naso, però, se ci sono azioni legali in corso non potranno essere bypassate. E segretario del Wwf, Gaetano Benedetto, commenta l'annuncio del ministro che cita esplicitamente l'abbattimento di Punta Perot-ti: «Per Bari c'è già una sentenza della Corte di Cassazione che ordina che venga giù. Ma il punto non è questo: è che in Italia il problema vero sono le migliaia di piccoli mostri dell'abusivismo e per abbattere servono risorse ,economiche importanti». Per Punta Perotti il bilancio prevede l'accantonamento di quasi tre milioni di euro per le opere a base d'asta. «Non vorrei -continua Benedetto - che si scambiassero tre, quattro, cinque abbattimenti importanti, ma di immagine, contro il via libera all'abusivismo edilizio». In una nota, i parlamentari diessini, Domenico Piglionica e Giuseppe Caldarola (che oggi potrebbero votare insieme all'opposizione contro il disegno di legge delega) commentano il riferimento ai 60 giorni: «Non si può fare a meno di sottolineare l'improprietà di tale inserimento in una legge delega che non dovrebbe contenere disposizioni di immediata efficacia e che, da tre anni, fa la spola tra i due rami del Parlamento». Pur condividendo pienamente lì contenuto del dispositivo sottolineano «che il governo non ha ritenuto di intervenire fino a quando il Comune era retto dal centrodestra, pure in presenza di una sentenza di circa un anno fa. Non sono stati nemmeno sollecitati i poteri sostitutivi della Regione che, pure, aveva titolo per intervenire. Lo si fa adesso. Con un governo di centrosinistra che, anche per le sue posizioni in campo ambientale, ha vinto la competizione elettorale". Per i due parlamentari non è certo l'amministrazione Emiliano che avrà bisogno di sollecitazioni. Un'ultima annotazione. «Nello stesso provvedimento - continua la nota - è presente una sanatoria per abusi su aree demaniali anche di pregio ambientale; tra le opere da sanare forse ci sono anche gli interventi sulla residenza di Porto Rotondo del premier?». Per il sottosegretario Nicola Bono, «il riferimento del ministro su Punta Perotti toglie ogni dubbio, ove ve ne fossero. Per gli altri eventuali illeciti saranno gli uffici periferici ad effettuare le verifiche, subito dopo l'approvazione della legge». Inoltre, «finalmente sono stati dati poteri effettivi per mettere mano a vicende di abusi che si impantanavano sulla polverizzazione delle responsabilità che prevedevano poteri diversi in materia di tutela ambientale. Ora c'è una legge, se verrà approvata, il ministero si farà carico delle proprie responsabilità. Finalmente qualcuno si fa carico di eliminare queste brutture». Quanto a Punta Perotti, Bono dice di non conoscere nel dettaglio l'aggiornata situazione giudiziaria «la Sovrintendenza, però, si farà carico di aggiornarci sullo stato di fatto delle cose, ma non dimentichiamo che non si possono eludere gli strumenti giuridici co-ante». Per il direttore regionale dei Beni culturali (attuale denominazione della sovrintendenza regionale) Gianmarco lacobitti, «non c'è alcun bisogno di segnalare l'ecomostro. L'ho già fatto ufficialmente qualche anno fa, scrivendo alla Regione, al Comune, al ministero proprio per mettere un punto fermo alla questione. Non conosco nel dettaglio la legge, ma non credo possa superare le pendenze giudiziarie in atto». Tuttavia, osserva, «il bene è già di proprietà del Comune che può abbattere. In presenza di questa legge, poi, non può non adempiere viste anche le dichiarazioni in campagna elettorale. Naturalmente i costruttori chiedono il risarcimento danni e, a mio parere, giustamente, visto che sono stati assolti». Quanto alla pena il sovrintendente ricorda che, all'epoca, non fu chiesta alcuna autorizzazione paesaggistica perché la zona non era sottoposta a vincolo. Solo «il tribunale, successivamente, ha stabilito il vincolo inedificatorio».