Completata la facciata della sede, ma non ci sono i soldi per lallestimento interno dei 2mila metri quadrati su quattro piani Lo sbarco della Triennale a New York è sospeso a tempo indeterminato. Dopo un primo rinvio dellinaugurazione della nuova sede permanente del museo nella Grande Mela, slittata dallo scorso maggio a settembre, lapertura era poi stata posticipata in autunno, dicembre al più tardi. Opening fall 2010, si legge ancora sul sito del museo di viale Alemagna. Ma così non sarà. Da fuori ledificio sembra pronto. Peraltro in una posizione molto strategica perché proprio di fronte all11 della West 53 Street, sede del Moma, il Museum of modern art che è il più famoso dAmerica. Ma qualcosa ancora non va. A bloccare lulteriore passo nellinternazionalizzazione della Triennale, cominciata nel 2009 con lapertura della Triennale Incheon a Seul, in Corea del Sud, ci sarebbero difatti alcuni problemi legati allallestimento interno e ad alcune autorizzazioni. E uniniezione di finanziamenti che tuttora manca. La conquista della Grande Mela sta a cuore a molti, a partire dal Comune: in questi mesi il sindaco Moratti ha difatti chiesto espressamente di essere tenuta aggiornata su tutto liter. Progettato dagli architetti De Lucchi, Cerri e Colombo, ledificio è di duemila metri quadrati su quattro livelli: uno spazio espositivo di mille metri, con libreria, caffetteria, bistrot, ristorante con la collaborazione di noti chef italiani e un T-store del made in Italy. Uniniziativa che ha richiesto un investimento iniziale - partecipano oltre alla Triennale anche I Living Italy di Manzoni, la banca svizzera Hottinger e Ibs Securities - di cinque milioni. Con una scommessa: intercettare i circa ottomila visitatori giornalieri del Moma con un biglietto più basso, a 10 dollari, e un piano di pareggio, tra ingressi e altri servizi, di circa un anno.