Mai interpellati i tecnici chiamati a giudicare i nuovi arredi urbani. E Cadeo attacca Nicolin: "Se ne vada" Due commissioni, nessun parere lettera morta le regole sulla sobrietà La domanda è: chi decide? E con che criteri? Il pasticciaccio di piazza Duomo, ingombro di alberi natalizi, gioielli, macchine e torri di luce, non è passato attraverso alcuna commissione e non ha seguito neppure le (sagge) linee guida che il Comune stesso si è dato. Non sa nulla degli "eventi" che ingombrano la piazza la Commissione paesaggio, nuova faccia della vecchia commissione edilizia, che esprime pareri vincolanti per il Comune. E neppure la Commissione arredo e decoro urbano, solo consultiva. A tutte e due non è mai passato per le mani uno straccio di progetto che le mettesse al corrente di quali erano le intenzioni del Comune per piazza Duomo. In più ieri durante un incontro pubblico allUrban Center, ci sono state frizioni tra il presidente della Commissione paesaggio Pierluigi Nicolin e lassessore allArredo urbano Cadeo: lassessore chiede ora le dimissioni di Nicolin «per il modo di fare arrogante e dispotico». Durante lincontro il direttore del verde e arredo del Comune, Flora Vallone, ha preso la parola stoppando un intervento dal pubblico per parlare del bel lavoro fatto dal suo settore. Argomento che centrava poco con la discussione, cioè in che modo la Commissione paesaggio valuta i progetti. Nicolin non ha apprezzato, e lo ha detto, scatenando la reazione dellassessore. Lesempio lampante di una mancanza di dialogo di cui fa le spese piazza Duomo. Nicolin spiega che la Commissione paesaggio prende in esame «i progetti di trasformazione fisica della città, che arrivano dopo aver passato liter di approvazione dagli uffici. In maniera critica valutiamo se sono adeguati ed esprimiamo dei pareri per migliorare, per esempio, la qualità progettuale. Fino ad ora lamministrazione ha sempre seguito le nostre indicazioni. Ma noi esaminiamo quello che gli uffici ci sottopongono, e gli eventi temporanei, per esempio, non passano di qui». E non arrivano neppure alla Commissione arredo e decoro urbano, che fa capo allassessorato di Maurizio Cadeo. «Il progetto di piazza Duomo non ci è mai pervenuto, anche se io lo avevo sollecitato - racconta Stefano Zecchi, presidente della commissione - . Noi non vediamo tutto, vediamo solo quello che vogliono farci vedere, nel senso che ci chiedono pareri sui problemi che, secondo loro, sono emergenti. Le statue, per esempio. Tutti vogliono regalare statue a Milano e molto spesso tocca a me dire no, quella è una schifezza». Interessante è anche dare unocchiata alla delibera di giunta del 9 gennaio 2009, firmata, oltre che da sindaco e vice sindaco, dagli assessori Terzi, Finazzer, Cadeo e Orsatti, ovvero Sport e tempo libero, Cultura, Arredo e decoro urbano, Turismo. Loggetto, le «linee guida per lo svolgimento di eventi in aree centrali». Si parla della «necessità di programmazione e coordinamento, secondo predefiniti indirizzi, dellutilizzo di spazi pubblici che sono espressione di valori storici, simbolici, artistici, civili, religiosi e sociali: tra essi piazza Duomo, Galleria Vittorio Emanuele e piazza Mercanti». Tra le linee guida approvate cè «il massimo contenimento dellimpatto paesaggistico-ambientale dellevento» e «lorientamento alleccellenza estetica nella progettazione ed esecuzione degli allestimenti». Ma non sono questi i criteri seguiti per piazza Duomo.