Addio verdi prati dIrlanda. Una boutade per accennare ad un discorso serissimo, che ancora non si riesce a fare a causa delle lobby degli operatori del verde. In questa stagione è tempo di piantare; si allestiscono nuovi giardini, si restaurano parchi, si studiano progetti per il verde pubblico e privato. E bene porlo in chiaro subito: per verde non vogliamo dire necessariamente, caso mai, quasi mai prato. Quello lasciamolo nei luoghi ad essi deputati, ai campi di calcio e in quei paesi naturalmente e convenientemente vocati, per lappunto lIrlanda e i paesi anglosassoni. Noi nel parlare di verde facciamo riferimento ad alberi, arbusti, piante, fiori ed altri elementi della natura, che, accompagnandoci con la loro benefica presenza in spazi loro dedicati, forniscono benessere, serenità, pace e riposo. Tutto questo se quello spazio, chiamiamolo giardino, parco, balcone, terrazzo, è pensato, costruito, vissuto, nellanimo del progettista prima, dellutente finale poi, con conoscenza, equilibrio, armonia. Solo se cè armonia nellanimo e nella mente del progettista, quel luogo potrà trasmettere armonia e serenità. E, cè armonia se viene rispettato lambiente, il contesto paesaggistico (anche un piccolo spazio fa parte del paesaggio), per quanto artefatto possa apparire. Ho sempre presente la lezione del grande Ippolito Pizzetti sugli spazi verdi del lungomare di questa città.. Avete questi cespi straordinari di chamaerops (ahimè ormai disastrati e malcurati), queste palme, questi lecci e... vi basti. Per terra, la terra rossa in contrasto col verde cupo e ombroso di quelle piante. Il prato qui risulta un artificio innaturale e sgradevole, non consustanziale con larmonia del luogo. Al più risulta possibile un prato spontaneo, con brillanti fioriture stagionali. Sembra di sentire Gilles Clement, il paesaggista francese del parco Citroen di Parigi e la sua teoria del terzo paesaggio. I prati verdi in Puglia, è bene convincersi, sono delizia solo di vivaisti incompetenti o di pochi scrupoli che ne curano in maniera esosa la manutenzione con irrigazioni e rasature. Che poi, il loglietto e tutte le graminacee tagliate sono quanto di più innaturale e artificioso possa esserci appare chiaro a tutti. Tantè seminiamo la dhicondra o il trifolium repens, naturalmente tappezzanti, che non necessitano della rasatura di contenzione. Che ve ne pare? Osserviamo la natura e da questa ricaviamo insegnamenti per i nostri giardini.
PUGLIA - È già tempo di nuovi giardini guardiamo alla nostra puglia
L'autore discute l'importanza del verde in un contesto urbano, sottolineando che il verde non significa necessariamente prato, ma piuttosto alberi, arbusti, piante e fiori. Per creare un giardino o un parco veramente benefico, è necessario pensare con conoscenza, equilibrio e armonia, rispettando l'ambiente e il contesto paesaggistico. L'autore cita l'esempio del lungomare di una città, dove le piante e gli alberi creano un ambiente sereno e armonioso, mentre il prato artificiale è innaturale e sgradevole.
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