«Faremo ogni sforzo per aiutare l'Italia e un nostro team di esperti si recherà subito a Pompei per rendersi conto della situazione». L'offerta è stata avanzata ieri dal direttore generale dell'Unesco (l'agenzia Onu per la scienza, l'educazione e la cultura) Irina Bokova in un colloquio alla Farnesina col ministro degli Esteri, Franco Frattini, in cui si è parlato delle politiche di riforma dell'organizzazione - basata sul connubio cultura-sviluppo - e della collaborazione con l'Italia, al primo posto per contributi volontari, oltre che per i monumenti patrimonio dell'umanità. La Bokova (bulgara, eletta nel 2009, prima donna alla guida dell'organismo) è al debutto in Italia proprio nei giorni delle polemiche. Interpellata dai giornalisti sui tagli alla cultura, ha invitato a rovesciare la prospettiva e a vedere la creazione umana come volano di economia (in Brasile - ha esemplificato - muove l'8 del Pil). In mattinata l'esponente Onu è stata ricevuta - con l'ambasciatore permanente presso l'Unesco Maurizio Serra e il presidente della Commissione italiana Giovanni Puglisi - dal presidente Giorgio Napolitano, poi dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, il quale ha promesso che gli esperti saranno a Pompei nella prima metà di dicembre: «Non vogliamo tirarci indietro, è meglio partire subito nella lotta al degrado che a volte colpisce questi siti». Appena il tempo di un assaggio di dieta mediterranea - fresca d'inserimento nel patrimonio immateriale Unesco - in un ristorante romano, e nel pomeriggio la Bokova ha ricevuto il primo esemplare della medaglia coniata dalla Commissione italiana per il centenario della nascita dell'intellettuale cattolico Vittorino Veronese, suo predecessore da11958 al 1961; motivazione: «L'operato della Bukova ne riflette l'insegnamento, in particolare in quei programmi che hanno fondamento nell'educazione, nel rispetto dei diritti umani, nella difesa e nell'interpretazione della complessità».