ROMA «Tutto questo per aiutare Berlusconi? Ma è un modo di ragionare semplicemente aberrante. Qui parliamo di una norma di carattere generale che può riguardare milioni e milioni di persone. Direi che questa obiezione è una follia...». Giuliano Urbani, ministro per i Beni e le attività culturali, si ribella alla lettura che buona parte del centrosinistra propone sul maxiemendamento alla delega ambientale: cioè che sia un modo per «sanare» una volta per tutte, legge alla mano, i complessi e articolati «interventi» compiuti dal capo del governo a villa Certosa in Sardegna. Cosa c'entra, ministro, la residenza estiva del capo del governo con questo maxiemendamento? Molto, dice l'opposizione. «Tutto questo mi pare un processo alle intenzioni molto infamante. Non sono mai stato a villa Certosa, non so di quali permessi o autorizzazioni si parli». Fatto sta che la villa ricadrebbe nella casistica... «Insisto. Non ne so nulla. La verità è un'altra. Dal 2002 esiste un partito trasversale nel governo come nel Parlamento che preme per ottenere condoni. Mi sono opposto. Ho avuto un solo obiettivo: bloccare il famoso comma 32. Quello, sì, avrebbe rappresentato una sanatoria a regime, fatta norma. Noi la bloccavamo al Senato, loro la ripresentavano alla Camera...». Dicono dall'opposizione: Urbani ha sbugiardato il proprio stesso codice appena approvato. «Non è assolutamente così. Per gli abusi di cui parliamo si tratta di un semplice slittamento dei termini: dalla data di entrata in vigore del codice, cioè maggio, al 30 settembre 2004. Con quella data si chiude definitivamente. E soprattutto si arriva a un chiarimento molto importante: da una parte i veri, grandi abusi e la possibilità di abbattere gli ecomostri con tanto di finanziamenti, cosa mai avvenuta. Dall'altra i piccolissimi abusi, le finestre aperte o chiuse, che riguardano la gente per bene e non i distruttori del paesaggio». Ma perché ha deciso di dar via a questa «proroga», ministro Urbani? «Recentemente, dopo un dibattito all'Università Cattolica a Milano, sono stato avvicinato dai rappresentanti di al-cune Regioni che chiedevano un'estensione dei termini per evitare l'ingolfamento degli uffici e quindi situazioni oggettiva-mente poco gestibili. Ma restano i paletti e le limitazioni molto forti. Rimane l'obbligo di autorizzazione della soprintendenza, anche se a posteriori». Che non sarebbe più vincolante, dice il centrosinistra. «Veramente nel mio testo la parola vincolante appare. Però mi chiedo come mai nessuno del centrosinistra si stia soffermando sull'altra novità del maxiemendamento. Cioè la possibilità di abbattere concretamente gli ecomostri, anche quando il Comune per mille ragioni non può o non vuole farlo, e di procedere alla riqualificazione di quell'area. Perché non ne parlano?».
Il ministro Urbani: Non è un provvedimento per la villa di Berlusconi
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, si è espresso contro il maxiemendamento alla delega ambientale che prevede una proroga dei termini per la sanatoria degli abusi ambientali. Urbani sostiene che la proroga non è necessaria e che la vera intenzione del centrosinistra è quella di ottenere condoni per i grandi abusi. Il ministro ha anche affermato che la proroga non riguarda solo i grandi abusi, ma anche i piccoli abusi che riguardano la gente per bene. Urbani ha anche criticato l'opposizione per non aver parlato della possibilità di abbattere gli ecomostri e di procedere alla riqualificazione di quell'area.
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