Il direttore generale Bukova incontra a Roma Frattini e Giro. «Serve l'impegno di tutti» L'Unesco offre all'Italia aiuti ed esperti per esaminare la situazione di Pompei dopo il recente crollo della casa dei Gladiatori. Gli «ispettori» arriveranno dunque agli Scavi intorno alla metà di dicembre. È quanto ha assicurato ieri Irina Bokova, direttore generale dell'agenzia delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura nell'incontro con il ministro degli Esteri Frattini e il sottosegretario ai Beni Culturali Giro. «Quelli italiani non sono mai stati iscritti nella lista Unesco dei siti in pericolo e non vorremmo cominciare proprio con Pompei», ha detto il sottosegretario, che ha assicurato alla Bokova «la massima collaborazione, affinché la visita ispettiva sia attenta, puntuale, dettagliata, precisa» e augurandosi severità anche nei futuri controlli. «Non vogliamo tirarci indietro, è meglio partire subito nella lotta al degrado che a volte colpisce questi siti», ha aggiunto Giro, ricordando che anche il Centro Storico di Napoli e le isole Eolie sono sotto osservazione. Un pronunciamento Unesco per Napoli è già previsto nel comitato che si svolgerà nel Bahrein nel giugno 2011, mentre per il sito culturale e paesaggistico delle Eolie per il 2012. E ora inizia l'iter ispettivo anche per Pompei. «Noi chiediamo all'Unesco di vigilare su di noi - ha detto Giro alla direttrice generale - e di aiutarci per rendere migliore l'intervento di tutela». Nel corso dell'incontro con la Bukova, a Roma per ritirare il Premio Minerva alla Pace e Solidarietà, il sottosegretario ha parlato anche della proposta dell'Italia per due nuovi siti (le Ville Medicee e i paesaggi vitivinicoli piemontesi) e uno transnazionale (le città fortificate veneziane del Mediterraneo) e della volontà di «non arretrare» sugli impegni già presi (42 milioni di euro l'anno), rivendicando il diritto di entrare a far parte del Comitato del Patrimonio Mondiale nel 2011. Il nostro paese è al primo posto per numero di siti nella lista Unesco (che ne registra al momento 911), ben 45 (di cui 42 culturali e tre del paesaggio), destinati a crescere. Quindi, ha detto il sottosegretario, per l'Italia è fondamentale difendere questo primato e «impegnarci a sostenere i siti già dichiarati, che devono avere parametri di qualità degni dell'emblema Unesco».