Il direttore Irina Bukova: ora andranno i nostri ispettori e Roma deve prendere dei provvedimenti ROMA «Quello che è successo a Pompei rappresenta per tutti una tragedia». Il direttore generale dellUnesco, Irina Bokova, arriva nella capitale per una serie di incontri istituzionali ma la prima cosa che deve affrontare è il crollo della Casa dei Gladiatori. LUnesco, annuncia, interverrà per garantire la tutela del sito archeologico, classificato dal 1997 come Patrimonio mondiale dellUmanità. «La responsabilità ricade in primo luogo sulle autorità italiane», ammette senza mezze misure lex ambasciatrice bulgara, 58 anni, eletta un anno fa, dopo unaspra battaglia diplomatica, alla guida dellorganizzazione delle Nazioni Unite per lEducazione, la Scienza e la Cultura. «Ma noi non vogliamo chiamarci fuori. Abbiamo proposto al governo massima collaborazione: spenderemo su Pompei le nostre energie migliori». Dopo le polemiche, è tempo di agire. Già nei prossimi giorni, gli esperti dellUnesco saranno in Campania. Non soltanto per constatare i danni alla Casa dei Gladiatori ma per verificare eventuali rischi per altri reperti. Gli ispettori hanno infatti il compito di stilare un raffronto con le condizioni documentate tredici anni fa, segnalando quindi casi di degrado nella zona archeologica. «È una ricognizione al quale seguirà un rapporto», precisa Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana dellUnesco. Sulla base di questa nuova indagine, il Comitato dellorganismo potrà valutare se inserire o meno Pompei nella famigerata lista rossa dei siti patrimonio dellumanità in pericolo, cosa finora mai avvenuta in Italia. Il nostro paese detiene il più alto numero di siti riconosciuti dallorganizzazione. «Capisco la difficoltà della tutela per un patrimonio ricco come il vostro - commenta Bokova - e penso anche che lo Stato dovrebbe appoggiarsi di più al settore privato per quanto concerne la gestione e la promozione dei siti». Un eventuale pronunciamento del Comitato dellUnesco, che denunci lincuria nel sito archeologico, non è comunque atteso a breve. La priorità, infatti, è collaborare con le autorità italiane per evitare nuovi danni. Lorganismo Onu ha proposto di fornire i suoi mezzi e la sua esperienza per scongiurare il peggio. «Pompei forse non rischia ancora di finire in questa lista di siti in pericolo - cerca di tranquillizzare Bokova - ma è chiaro che lItalia deve dimostrare di voler prendere provvedimenti immediati». Il direttore generale dellUnesco, che ieri ha incontrato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha lanciato un allarme sui tagli alla cultura in Europa e che toccano fortemente anche lItalia. «Purtroppo la crisi economica sta penalizzando i fondi pubblici per questo settore», ha commentato Bokova. «Bisogna cambiare prospettiva. Non parlare più di spesa, ma di investimenti in unindustria che può essere produttiva tanto quanto le altre. Promuovere la cultura è un modo di garantire lo sviluppo e la modernizzazione del vostro paese».