I tagli interessano 18mila famiglie A dicembre in Regione per gli ammortizzatori «Siamo a rischio collasso. Non condanniamo le nuove generazioni al deserto del sapere». Dalla manifestazione di ieri mattina, le voci angosciate della cultura piemontese si danno appuntamento a venerdì sera, con la benedizione di Gianni Amelio. Si alza il sipario sul 28 Torino Film Festival e il primo spettacolo in scena sarà il pianto di cineasti, musicisti, attori, macchinisti, lavoratori dello spettacolo e della cultura. Volantini e performance: «Nessuna occupazione del red carpet, visto che a Torino non siamo a Roma o Venezia - dice il regista Davide Ferrario - Sarà una protesta in stile sabaudo. Gianni Amelio è informato ed è solidale con noi». Nel giorno in cui lassessore regionale alla cultura Michele Coppola porta a casa un budget di 71 milioni di euro per il 2011, la settimana di passione dei lavoratori dello spettacolo è cominciata con la giornata di sciopero e mobilitazione nata davanti al Teatro Carignano, transitata al Regio e finita alla Rai dopo aver bloccato per qualche minuto il traffico di via Po. Un corteo di duecento lavoratori simbolicamente uniti ai colleghi scesi in piazza nelle principali città italiane. Per i teatri lirici il sovrintendente del Regio Walter Vergnano annuncia il "de profundis": «Con i 263 milioni di euro del Fondo unico per lo spettacolo per tutto il territorio nazionale noi chiudiamo. Tutti, Scala compresa». Dal governo agli enti locali: «Resta lincognita della Regione, il Comune ha fatto miracoli assegnandoci 5 milioni e 250 mila euro, soltanto 250 mila in meno rispetto al 2009, ma questo non cambia nulla se i contributi nazionali saranno quelli annunciati». I musicisti vanno a montare bombole del gas per sopravvivere, gli attori sono disoccupati, danza e piccoli teatri non riescono a sopravvivere, chiudono i piccoli cinema, dice Pietro Gabriele della Slc-Cgil che ha organizzato la mobilitazione con Fistel-Cisl e Uil-Com e adesso chiede un tavolo di crisi: «Il cinema Massaua ha chiuso un mese, aveva 20 dipendenti ha riaperto con 7». Sono 18 mila i lavoratori dello spettacolo in Piemonte. I tagli complessivi, dicono le organizzazioni sindacali, sono stati del 45 per cento tra riduzioni statali e regionali. Per il cinema, insieme con macchinisti, truccatori, scenografi e attori, anche il regista Davide Ferrario, in piazza Carignano nei panni di presidente dellAssociazione Centro Autori (35 registi, in prevalenza di documentari). Conferma le preoccupazioni per i fondi dedicati ai documentari che sono scesi da 500 mila euro a 350 mila: «Eppure questo è un sistema artigianale che produce e moltiplica gli investimenti». Nessun pregiudizio, sottolinea: «Appoggiamo la lotta nazionale, cerchiamo il dialogo con la Regione e proprio questa mattina abbiamo un incontro con i dirigenti del settore cultura». E il presidente di Film Commissione Steve Della Casa propone che Film Commission sia a cavallo fra assessorato al lavoro e assessorato alla cultura. Il 6 dicembre sarà discussa con la Regione anche la richiesta di ammortizzatori per i lavoratori dello spettacolo. La presidente del Teatro Stabile e presidente dellAgis Evelina Christillin si augura che sia accolta e spiega che i cinema piemontesi ieri avevano facoltà di scegliere se restare chiusi o aperti: «Dipende dalle sensibilità e dalla situazione economica che per molti piccoli è drammatica. Lo Stabile è rimasto chiuso». Per la musica Antonino Salerno della Siam-Cgil ricorda che i tagli degli enti locali si sommano a quelli del Fus: «Questa crisi colpisce in primo luogo i precari». Emanuela Papini è segretaria del direttore allestimento del Regio: «Se andiamo avanti così prima o poi ci chiudono». «Sono contento che proprio in questa giornata sia arrivata la risposta che la cultura ha a disposizione 91 milioni - commenta Coppola - Sono soddisfatto, ai 71 si aggiungono 20 milioni di fondi statali e cè ancora il passaggio in Consiglio regionale».