Il gallerista napoletano "rispose" alla natura con la forza creativa e chiamò allappello grandi artisti Da Beuys a Warhol, ma anche Condo, Pistoletto, Fabro La mostra sarà aperta da oggi per due mesi senza stop Trentanni dopo il sisma del 23 novembre 1980, 40 opere della raccolta prendono il posto di quelle esposte prima: sempre alla Reggia di Caserta La collezione "Terrae Motus" di Lucio Amelio cambia allestimento ancora una volta. Negli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, dove è ospitata dal 1992, avviene un nuovo e piccolo "terremoto". Vengono messi in mostra quaranta dei capolavori di questa raccolta unica al mondo, prendendo il posto di quelli esposti precedentemente. "Terrae Motus, trentanni dopo. Attualità di una collezione" è il titolo del nuovo progetto espositivo della Soprintendenza di Caserta. Loccasione, ovviamente, è lanniversario del terremoto del 1980. Questa nuova presentazione di "Terrae Motus" che apre oggi al pubblico alle 16, sarà visitabile per due mesi, senza giorni di chiusura dalle 9 alle 19. Una no-stop durante tutto il periodo di Natale. La storia della collezione è legata alla figura del gallerista napoletano Lucio Amelio, che durante le terribili e ripetute scosse di quel 23 novembre, decise di rispondere alla forza distruttrice della natura con quella creativa dellarte. Con una sorta di chiamata allappello cominciarono ad arrivare a Napoli imponenti installazioni, sculture e tele a firma dei più grandi nomi dellarte italiana ed internazionale di quegli anni. Così nasce "Terrae Motus". Beuys e Warhol furono tra i primi ad aderire a questo progetto, realizzando, entrambi nel 1981, il primo linstallazione "Terremoto in Palazzo", considerata quasi il manifesto poetico di tutta la collezione, mentre la star della Pop art americana diede vita a tre mega-serigrafie su tela, "Fate Presto", tratte dal titolo della prima pagina del quotidiano "Il Mattino" del 26 novembre. Anche il giovanissimo napoletano Nino Longobardi dipinse "40", una tela lunga più di cinque metri, durante le frequenti scosse di quei giorni negli spazi della galleria Amelio di piazza dei Martiri. La proposta del nuovo allestimento da parte della soprintendenza mette insieme quaranta opere, da un catalogo di più di settanta, creando un tema nel tema. Vengono proposti artisti e tendenze provenienti da alcune aree geografiche del mondo dellarte contemporanea dove la pittura la fa da padrona. «Ci è sembrato opportuno - spiega la soprintendente Paola Raffaella David - proporre più che un nuovo allestimento completo, che presupporrebbe spazi ed investimenti di risorse finanziarie cospicue, una semplice proposta di rilettura di essa, attraverso un percorso che si snoda lungo sentieri "geografici" che raggruppano le opere per nazionalità degli autori». In mostra tra le opere che ancora una volta cambiano posto negli appartamenti della reggia, "Mother Earthquake" dello statunitense George Condo, un collage ricoperto da una miriade di frammenti di carta e disegni raffiguranti insetti, animali e sagome di uomini e donne in un apparente caos. E le due "Italie" capovolte di Luciano Fabro unite dalla punta della Calabria insieme ai due quadri specchianti di Michelangelo Pistoletto "Annunciazione Terrae Motus".
NAPOLI - Quaranta "nuovi" capolavori nella collezione di Lucio Amelio
La mostra "Terrae Motus" di Lucio Amelio, che celebra i trent'anni dalla scossa del 23 novembre 1980, apre oggi al pubblico alle 16 alle Reggia di Caserta. La collezione, che comprende quaranta opere, è stata ristrutturata e presenta opere di artisti italiani e internazionali, tra cui Beuys, Warhol, Condo e Pistoletto. La mostra sarà aperta per due mesi, senza giorni di chiusura, e sarà visitabile anche durante il periodo di Natale. La collezione è legata alla figura del gallerista Lucio Amelio, che decise di rispondere alla forza distruttrice della natura con quella creativa dell'arte.
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