ROMA Rispunta, anche se limitato ad abusi minori, il condono edilizio in aree paesaggistiche tutelate. E' contenuto nel maxiemendamento che assorbe tutto il disegno di legge di delega per l'ambiente sul quale oggi il governo porrà la fiducia al Senato. Nel nuovo testo è prevista anche una misura speciale per giungere alla demolizione «certa» degli ecomostri come Punta Perotti a Bari: se non provvedere il Comune o la Regione, ci penserà l'esercito. A Palazzo Madama scoppia la polemica. L'opposizione, Verdi in testa, grida allo scandalo perché il provvedimento sembra fatto su misura per sanare le opere realizzate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a villa Certosa in Sardegna. Anche Italia nostra si dice «perplessa e preoccupata perché si rischia l'ennesimo condono» e chiede al governo di stralciare quella parte sulla depenalizzazione in quanto «risulta contraddittoria, poco chiara, fortemente discrezionale e in contrasto con le direttive comunitarie». IL NUOVO CONDONO In sostanza nel testo si prevede «che per i lavori compiuti su beni paesaggistici entro e non oltre il 30 settembre 2004 senza autorizzazione» sia possibile con «l'accertamento di compatibilità paesaggistica» ottenere l'estinzione del reato a fronte però del pagamento di una sanzione pecuniaria. La sanzione corrisponde alla stima del maggior importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione «maggiorata da un terzo alla metà». A questa se ne aggiunge una determinata dall'amministrazione competente tra un minimo di tremila e un massimo di 50 mila euro. Per il senatore dei Verdi Sauro Turroni «in pratica si tratta della riproposizione del vecchio comma 32 con la sostanziale unica differenza della individuazione di una data entro la quale i lavori abusivi su beni paesaggistici devono essere completati». GLI ECOMOSTRI Nel testo si prevede l'abbattimento solo di Punta Perotti in Puglia con relativa «riqualificazione paesaggistica dell'area». Il termine è di 60 giorni, dopo interverranno «strutture tecniche del ministero della Difesa». Ma il provvedimento prevede che il governo, con uno o più decreti, individui analoghi mostri ambientali e si comporti di conseguenza. I successivi interventi riguarderanno: Fuenti sulla Costa Amalfitana, uno scheletro alberghiero a Baia Alimuri, una strada abusiva con residence a Monte San Biagio (Maratea), Pizzo Sella (Palermo) e un «gigante di cemento» a Torre del Greco (Campania), l'ultima delle tre «vele» di Secondigliano (Caserta), il «serpentone» di Corviale a Roma. Ci saranno anche sette chilometri di costa con insediamenti abusivi tra Roma e Latina e un blocco di case abusive a Begato (Genova). Per l'orribile scheletro di un vecchio residence all'isola Palmaria (La Spezia) è invece prevista una riqualificazione. «Una vergogna, si tratta dell'ennesimo schiaffo al Senato della Repubblica, con questa mossa il governo introduce il quarto condono edilizio dopo che la Corte costituzionale ha demolito il terzo». Gavino Angius, presidente dei senatori diessini, reagisce duramente alla decisione arrivata all'improvviso «un vero e proprio blitz», lo definisce Turroni di porre la fiducia su un nuovo testo nemmeno discusso tra i capi-gruppo. D senatore verde ha ribattezzato il provvedimento «una depenalizzazione e una sanatoria perpetua». Per il Fausto Giovannelli, capogruppo ds in Commissione ambiente, «si trasformano le Soprintendenze in agenzie del condono». A loro, infatti, spetta la decisione se un'opera infrange o meno la compatibilità ambientale. MAGGIORANZA DIVISA Il senatore di An Giuseppe Specchia, relatore della delega ambientale, pur riconoscendo che il nuovo testo è meglio di quello uscito dalla Camera, ammette che lui non avrebbe inserito il condono sulle aree paesaggistiche. Per Maurizio Lupi, Forza Italia ed ex assessore al Bilancio al Comune di Milano, il nuovo testo si limita a risolvere abusi di tipo «formale».