Giù il sipario su musica, prosa e cinema. Presidio dei lavoratori davanti al teatro Uno striscione di protesta contro il governo Berlusconi, sullo sfondo il teatro Petruzzelli chiuso e nel ruolo di protagonisti le facce impaurite di decine di lavoratori. Nessuna maschera, nessuno spettacolo, nessuna protesta artistica. Ieri pomeriggio a Bari è andata in scena la mobilitazione dei lavoratori dellintero settore spettacolo, per uno sciopero generale indetto dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, riuniti tutti dietro una enorme scritta: "Il mondo produttivo del Petruzzelli affossato dal decreto Bondi e Berlusconi". In realtà, davanti al politeama, si sono incontrati lavoratori, registi e attori rappresentanti di molti movimenti artistici presenti in città e nellintera regione, giunti per protestare come in tutta Italia, "contro i tagli previsti nella Finanziaria 2011, chiedere il reintegro del Fus, il contributo statale attualmente ridotto a soli 288 milioni di euro, il ripristino delle agevolazioni fiscali, la legge dello spettacolo dal vivo e lo stop alla delocalizzazione delle produzioni cineaudiovisive". Taglia corto Antonio Fuiano, segretario regionale della Slc-Cgil: "Dobbiamo dirci le cose con franchezza: senza il fondo unico si va a casa". Con la protesta - per lintera giornata il botteghino del Petruzzelli ha risentito della mobilitazione e non è stato possibile lacquisto di biglietti - hanno solidarizzato anche lAgis (Associazione generale italiana dello spettacolo) Puglia e Basilicata e lAnec Puglia (Associazione nazionale esercenti cinema), che in una nota "manifestano la loro totale solidarietà verso tutte quelle istituzioni culturali e quegli operatori di Puglia e Basilicata seriamente minacciati dalla manovra del governo e dai tagli agli Enti locali". Al momento però, la solidarietà, fa poco. "Stiamo sotto le mazzate - spiega amaro Vito Signorile, fondatore e direttore artistico dellAbeliano - e questa situazione si commenta da sola. La cosa che fa rabbia è che è assurdo parlare di crisi solo per il settore della cultura e invece certi privilegi della casta restano intoccabili". Nella sua compagnia, lavorano almeno una trentina di persone. "Il problema - sottolinea - è che cè gente allinterno della cooperativa, partita giovanissima e che ora ha una famiglia a carico: non è solo lartista a dover mangiare, ma anche la sua famiglia". Nella folla, anche il sovrintendente Giandomenico Vaccari, che proprio nei giorni scorsi ha presentato il cartellone stagionale del Petruzzelli allinsegna della "sobrietà". Una prospettiva che rischia di diventare di moda.