DI COMMISSARIO... La stampa e la televisione informano della gravità della situazione: quantità di immondizia, tempi di smaltimento. E il governo che fa? Nomina, forse, il presidente della Regione commissario. Non lo avevamo già sperimentato? E che deve fare il nuovo commissario? Le stesse cose che non sono state fatte da alcuni anni. Se non si vuole risalire molto indietro (ormai i tempi sono quasi biblici), basta risalire a due anni fa, quando i poteri taumaturgici congiunti del presidente del Consiglio e dellex capo (per fortuna) della Protezione civile comunicarono che la questione era risolta per omnia saecula saeculorum, appunto grazie a un ennesimo commissario, che doveva soprintendere a che i governi locali, tra laltro, individuassero i siti e avviassero la costruzione dei nuovi, indispensabili termovalorizzatori. Niente di nuovo sotto il sole, come dice, a proposito di tempi biblici, lEcclesiaste. Come se non bastasse si riprende il balletto delle responsabilità, si elargisce unaltra manciata di denaro sprecato, che va ad aggiungersi al moltissimo gettato, peccaminosamente, da varie finestre (governative, regionali, comunali) e si aggiunge, ma neppur questa è una novità, lidea di trasferire al Nord la spazzatura di Napoli. Apriti cielo leghista: ma come il Nord incontaminato (che ha spedito per decenni i propri rifiuti tossici, anche con la collaborazione del malaffare meridionale, da queste parti, facendo della Campania la pattumiera dItalia) può mai sporcarsi con la "munnezza" del Sud e di Napoli in specie, particolarmente maleodorante? Che dio - quello celtico - non voglia. Sarebbe costretto a consultare il Senatur, suo fedele profeta. Fino a quando si ritiene che sia possibile abusare della pazienza dei cittadini di Napoli? Fino a quando bisognerà mettere a rischio la salute dei cittadini di Napoli e provincia? Fino a quando lottusa e spudorata autoreferenzialità dei governanti riterrà di poter agire indisturbata? Bisognerà aspettare, forse - e Dio non lo voglia - che scappi il morto nelle sacrosante proteste della gente, costretta a vivere e morire presso e per le discariche colme e non attrezzate? Ho deciso di rivolgermi a Rosa Iervolino Russo e non ad altri e dico perché. Nutro una profonda, affettuosa amicizia per Rosa. Ho un grande, convinto rispetto per la sua personalità politica e morale. Ho avuto la fortuna di poter collaborare con lei in non poche occasioni e ne è derivata unincrollabile fiducia reciproca. Tale che, nonostante i nostri brutti caratteri, abbiamo sempre potuto dirci, senza esitazione, con assoluta chiarezza, che cosa pensavamo, ora concordando, ora dissentendo. E allora domando, retoricamente a Rosa Iervolino, perché sono sicuro che, ancora una volta, concorda con me: Napoli, la Campania non vivono una drammatica emergenza dagli esiti imprevedibili? Se sì, come è certo per me, non è venuto il momento di decisioni gravi, difficili, che costano un sacrificio personale, come sa bene e sa fare bene Rosa Iervolino? Non è venuto il momento di dimettersi per inchiodare tutti, ma proprio tutti alle loro responsabilità, passate, presenti e future? Non lo dico al presidente della Provincia che non so chi sia, anche perché brilla per un silenzio assordante, come se il problema non fosse suo (tanto che il governo ha pensato bene di dispensarlo dalloccuparsi della questione e forse è meglio così). Non lo dico al presidente della Regione, che conosco e stimo, perché mi pare che abbia già non pochi problemi, che, mi pare, abbia deciso di affrontare bloccando tutto, col rischio di bloccare anche se stesso. E, tuttavia, se fossi in lui, un pensierino circa le dimissioni lo farei. A parte ragioni di dignità pubblica, una scelta del genere mi sembra anche politicamente utile per due ragioni: bisogna far decantare la situazione e bisogna togliere la questione dalle mani delle forze politiche e dai loro interessi elettoralistici (quello che sta accadendo nel Pdl - nientemeno con le minacciate dimissioni dal governo e dal partito di un ministro - mi sembra eloquente). Naturalmente la condizione delle dimissioni è che sia scelto un commissario, indipendente e capace di rispondere solo ai cittadini e alla propria coscienza. Un generale dei Carabinieri (ne conosco di eccellenti) o un prefetto della Repubblica (tipo il famoso prefetto Mori e anche di questi ne conosco di ottimi). Si dovrebbe trattare di un commissario, che, da chiunque debba essere nominato, sia designato dal presidente della Repubblica. Il Presidente è, infatti, ormai (e conoscendolo so che la cosa lo lusinga, ma non lo rallegra) lunica personalità politica che gode del consolidato rispetto e apprezzamento dei cittadini. La sua lucidità, fermezza, coraggio, rispetto della cosa pubblica danno garanzie della scelta. Questa mia è, probabilmente, una stramberia. Prendetela come volete. Essa è lespressione di unangoscia. Se Napoli degrada, se Napoli muore è una perdita per tutto il mondo. Napoli è un bene dellumanità (Unesco a parte).
CAMPANIA - di commissario in commissario....
Il governo ha nominato un commissario per affrontare la grave situazione della spazzatura e del smaltimento dei rifiuti nella Campania, in particolare a Napoli. Il commissario è stato nominato per soprintendere ai governi locali e ai siti di smaltimento. Tuttavia, il commissario non è stato nominato dal presidente della Regione, ma dal governo centrale. Il presidente della Regione ha già deciso di affrontare la questione bloccando tutto, il che potrebbe avere conseguenze negative. L'autore dell'articolo sostiene che il commissario dovrebbe essere un' persona indipendente e capace di rispondere solo ai cittadini e alla propria coscienza, e che il presidente della Repubblica dovrebbe essere il responsabile della scelta.
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