Il progettista inglese firmerà il parco Citylife Il fil rouge che lega il linguaggio architettonico dello studio è la capacità di «scolpire la terra, creando un sequenza di spazi che, attraverso i volumi astratti, i rilievi, le sporgenze e le curve, sono capaci di rivelare la storia, l'essenza e il carattere dei luoghi e di creare un senso di appartenenza da parte degli abitanti». Fra i lavori più famosi dello studio Gustafson-Porter di Londra, spiccano la Fontana in memoria di Diana a Londra, monumento commemorativo di Hyde Park pensato come un anello di colore chiaro, con diversi giochi d'acqua per rispecchiare le diverse personalità della principessa; il Westergasfabriek Cultural Park di Amsterdam nato dalla riqualificazione di vecchi insediamenti industriali di gas; i Giardini sulla Baia a Singapore, modello di parco del futuro, basato sull'idea di una città all'interno del verde. Lo studio si è inoltre aggiudicato, di recente, in associazione con !Melk (New York) e One Works di Milano, oltre che la Ove Arup International di Londra e Arup Italia, il concorso per la progettazione del parco pubblico di CityLife, a Milano. Neil Porter, uno dei fondatori dello studio inglese, ha partecipato la scorsa settimana, a Torino, all'inaugurazione della mostra fotografica «Paesaggio e bellezza Enjoy the Landscape», aperta fino al 12 dicembre al Museo regionale di scienze naturali e organizzata dalla Fondazione ordine architetti di Torino, in occasione della V edizione della rassegna biennale internazionale «Creare paesaggi». Come è percepito il nostro Paese, dall'estero, rispetto al tema del paesaggio? L'Italia è la patria degli edifici storici, che si studiano all'Università, ed è anche il luogo del design contemporaneo, ma per qualche ragione il paesaggio non è contemplato in questo quadro di riferimenti. In realtà, nel vostro Paese, è grande oggi l'interesse per lo sviluppo del paesaggio contemporaneo e progetti come City Life ne sono la dimostrazione. Il parco, sempre più, viene visto come elemento essenziale per i bisogni di chi abita un luogo. Si tratta di un elemento necessario. L'Italia non può e non deve più essere luogo del paesaggio perduto. Qual è il confronto con le altre nazioni europee? Senz'altro l'architettura del paesaggio è nata prima in Europa del Nord. Stati come la Germania, l'Olanda, la Scandinavia o la Gran Bretagna per primi hanno compiuto passi in avanti nel cercare di risolvere i problemi creati dal passato industriale. Ma oggi, anche in Italia, in Spagna e in tutto Mediterraneo, si sta diffondendo questa nuova tendenza. È solo che sta accadendo più tardi. Questo non significa che, in questi Paesi, sia andato perduto il paesaggio, ma si tratta solo di recuperare un po' di più. L'Italia è però anche il luogo degli abusi edilizi e degli "ecomostri". Come si rimedia a queste situazioni? Il compito dei paesaggisti è quello di mettere mano a situazioni, magari problematiche, creando un contesto continuo, senza giunzioni. Molti fra i nostri progetti seguono questa linea. Il paesaggio assume una funzione guaritrice. Così è capitato, ad esempio, ad Amsterdam, dove è stato il contesto a creare il link fra i vecchi edifici industriali e la-città. Qual è il ruolo del paesaggio rispetto all'architettura? In alcune città, come Londra o New York, il verde e il parco hanno rappresentato il punto di partenza per sviluppare il carattere dei luoghi. In altri casi, come in quello del progetto che stiamo sviluppando a Singapore, il concetto si ribalta ed è la città che entra nel parco. Gli eventi che normalmente si svolgono in un contesto urbano, ora si trasferiscono nel verde. Questa potrebbe essere anche l'opportunità di Citylife, dove un'infrastruttura, uno shopping center e tre torri sono proprio al centro di un'area naturale e dove sarà necessario far dialogare l'architettura con il contesto. Quale il messaggio al nostro Paese? Siamo ansiosi di lavorare in Italia. Per noi si tratta di una grande opportunità e spero avremo successo.
La star del verde Neil Porter: l'Italia recuperi il ritardo sul paesaggio
Il progettista inglese Gustafson-Porter ha vinto il concorso per la progettazione del parco CityLife a Milano. Il linguaggio architettonico dello studio è basato sulla capacità di scolpire la terra, creando spazi che rivelano la storia e il carattere dei luoghi. Lo studio ha lavorato su progetti come la Fontana in memoria di Diana a Londra e il Westergasfabriek Cultural Park di Amsterdam. Il paesaggio assume una funzione guaritrice e il compito dei paesaggisti è quello di creare un contesto continuo senza giunzioni. Il ruolo del paesaggio rispetto all'architettura è quello di far dialogare l'architettura con il contesto.
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