Dopo lo sblocco dei terreni serve intesa tra Stato, Comuni e costruttori per i risarcimenti in cubature Una confisca senza condanna penale viola i principi contenuti nella Convenzione sui diritti dell'uomo. Ecco perché, dopo una sentenza di Strasburgo che (tra l'altro) condanna lo Stato italiano a pagare i danni, il Tribunale di Bari non ha potuto far altro che restituire ai costruttori i suoli di Punta Perotti. L'ecomostro non c'è più, abbattuto sei anni fa. Ma quei terreni restano edificabili, seppur gravati da vincolo paesaggistico secondo la "Galasso". Ed ecco che il Comune gioca la carta dell'accordo: l'area di Punta Perotti deve restare sgombra, in cambio del trasferimento delle volumetrie su altro suolo. Ma non sarà facile. Perché - sentenze alla mano - l'obbligo di risarcimento delle imprese Sud Fondi (Matarrese), Mabar (Andidero) e Iema (Quistelli) è in capo allo Stato, tanto ché nel 2009 è stata pure approvata una normetta (articolo 4, comma 4-ter, della legge 1022009) con cui viene fissato il criterio per il calcolo dei danni: la base è il valore del suolo in base alla sua destinazione urbanistica attuale, detratto il costo per la demolizione dei tre palazzi, ma senza tener conto del valore delle opere realizzate. Che erano e restano abusivi anche dopo la revoca della confisca disposta dall'ordinanza del Gup Antonio Lovecchio. Dunque il Comune, che tramite il sindaco Michele Emiliano propone un accordo di programma con le imprese. deve operare in via mediata attraverso la Presidenza del Consiglio. Anche se l'assessore all'Urbanistica, Elio Sannicandro, ha chiesto agli uffici una ricognizione dei suoli di proprietà pubblica che potrebbero essere oggetto di trasferimento volumetrico, e inviterà i proprietari a sedersi intorno a un tavolo. Ma i problemi sono almeno due. Primo: quanti metri cubi trasferire? Il suolo di Punta Perotti, 75.000 mq a terziario direzionale, ha indice pari a 5 mcmq. ma i 350.000 mc sono assolutamente teorici. Questo perché vanno rispettati due vincoli, i 300 metri dalla linea di battigia e i 150 dalla ferrovia: per cui - ragionano i tecnici - in sede di nulla osta paesaggistico le prescrizioni sarebbero molto stringenti, tali da ridurre l'effettiva capacità edificatoria a un quarto, forse addirittura meno. L'unica possibilità di (ri)coazione morale» dopo la sentenza della corte europea di Strasburgo. Per ora, fanno sapere da costruire a Punta Perotti sarebbe una stretta stecca parallela alla costa, verso il confine posteriore dell'area, alta molto meno dei 43 metri consentiti dalle Nta. Secondo problema. Come operare? Gli uffici stanno verificando se l'ipotesi dell'accordo di programma. che non includerebbe la Regione ma lo Stato, possa avere valore di variante agli strumenti urbanistici. Diversamente, visto che il Prg di Bari non prevede la perequazione, servirebbe una doppia variante: una per rendere inedificabile Punta Perotti, l'altra per trasferire le volumetrie. «Ma il suolo di landing - dice l'assessore Sannicandro - potrebbe anche già essere nella disponibilità dei costruttori, se loro saranno disponibili». Anche se l'unica ipotesi sul tappeto è di spostare 500 metri verso l'interno, al di là della ferrovia, su un'area che il Comune dovrebbe acquisire proprio dal gruppo Fs nell'ambito dell'operazione di eliminazione dei binari. I costruttori hanno scelto la strada del silenzio, anche se parlano di "seconda soddisfazione morale" dopo la sentenza di Strasburgo. Per ora. fanno sapere di non voler presentare alcun nuovo piano di lottizzazione su Punta Perotti, ma attendono di essere convocati per discutere del risarcimento.
A Bari un accordo a tre per Punta Perotti
Il Comune di Bari propone un accordo con le imprese Sud Fondi, Mabar e Iema per trasferire le volumetrie costruite su Punta Perotti in un altro suolo. Tuttavia, il suolo di Punta Perotti è gravato da vincoli paesaggistici e non è possibile trasferire tutte le volumetrie. Il Comune deve operare in via mediata attraverso la Presidenza del Consiglio e deve rispettare i vincoli paesaggistici. Le imprese hanno scelto di non presentare un nuovo piano di lottizzazione su Punta Perotti e attendono di essere convocati per discutere del risarcimento. Il suolo di Punta Perotti ha un indice di 5 mcmq, ma i 350.
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