IGLESIAS. Le associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra, dopo i crolli di parti della laveria La Marmora a Nebida, hanno lanciato un appello alle autorità competenti affinchè garantiscano la salvaguardia «di uno dei gioielli dell'archeologia mineraria europea». Gli ambientalisti si sono rivolti al ministero per i Beni culturali, alla presidenza della Regione, alla Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari, al Comune di Iglesias e al Consorzio di gestione del Parco geo-minerario. «Quanto è avvenuto - hanno sottolineato gli ecologisti è uno dei sintomi più evidenti dell'inefficacia della gestione di un patrimonio di straordinaria importanza da parte di quel Parco geominerario, fregiato anche del riconoscimento internazionale Unesco. La laveria La Marmora, realizzata nel 1897 (impianto all'avanguardia all'epoca), ha lavorato per decenni fino agli anni Trenta del secolo scorso, blende, calami-ne e galena provenienti dalle miniere di Masua e Malfidano. Ad essa è legato il ricordo di rilevanti vicende umane».