Numerosi gli istituti che hanno deciso di abolire le gite Visite diminuite anche del 60 per cento Da Torino a Milano è un grido di allarme. «Siamo molto preoccupati». Il motivo? II calo delle «uscite di istruzione». Le classi riducono le visite nei musei a causa dei tagli e gli insegnanti protestano. Tra i più colpiti, i musei i civici da quello Rinascimentale all'Acquario. Da quello di Storia Naturale al Castello Sforzesco. E si arriva fino a una riduzione del 60 per cento degli ingressi. «E' un problema grave, perché l'attività didattica è fondamentale», sottolinea Claudio Salsi, direttore del Settore Musei del Comune. L'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory lancia una proposta: «Facciamo sistema. Siamo a disposizione per un aiuto. Anche economico». Da quest'anno molti consigli di istituto hanno deciso di abolire le gite. In alcuni casi anche quelle di un solo giorno. Da un parte è stata una scelta di protesta, dall'altra una valutazione obbligata: «Sono state eliminate le diarie per i professori. Alle elementari le compresenze sono sparite. Sono necessari due docenti per uscire con gli studenti», spiega Paolo Limonta, insegnante alla scuola elementare di viale Romagna. Lui accompagnerà i suoi alunni a Scuola Natura, ma è un'eccezione. Così in molti hanno rinunciato. E dopo alberghi e tour operator, il dissenso passa dai musei. La prima a esternare preoccupazione è stata Eleni Vassilika, a capo dell'Egizio di Torino con una lettera al ministro Mariastella Gelmini. Una preoccupazione condivisa. «Bisogna puntare sui ragazzi. La nostra è anche una vocazione formativa», aggiunge Salsi. Non è una questione solo di bilancio, ma culturale. «Il Museo del Risorgimento è una tappa obbligata per tutte le scuole, sarebbe un peccato che i ragazzi fossero privati di questa opportunità proprio alla vigilia del 150 anniversario dell'Unità d'Italia». Palazzo Moriggia, con il Castello Sforzesco, è tra i più colpiti dall'effetto crisi. Per non parlare del Museo di Storia Naturale: «Solo da settembre abbiamo avuto un calo del 60 per cento degli ingressi scolastici», spiega Mauro Mariani, a capo dei musei scientifici. Se non si cambierà rotta, «a farne le spese saranno soprattutto le associazioni che accompagnano i ragazzi con visite guidate». Secondo Mana[u la soluzione sarebbe una deroga: «La Gelmini potrebbe acconsentire che i genitori possano accompagnare le classi assieme agli insegnanti». Finazzer Flory pensa anche a ulteriori agevolazioni per abbattere i costi. «Basta che la visita non sia una vacanza, ma oggetto di un tema di interrogazione in classe». Per il momento rimane il grido d'allarme.