Resiste il vincolo sull'agro romano apposto dal ministero dei Beni culturali con apposito decreto firmato il 25 gennaio 2010. Il Tar del Lazio, infatti, ha respinto un pacchetto di una decina di ricorsi presentati contro il vincolo dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio e da un gruppo di privati, proprietari di aree nella zona vincolata. Si tratta di un'area di 5.200 ettari nella quale ricadono 24 piani urbanistici (compensazioni, 167, programmi di riqualificazione urbana come le zone "O" e i toponimi), dove il piano regolatore capitolino approvato nel 2008 prevedeva la realizzazione di un totale di cubature compreso tra 1,5 e due milioni. Investimenti complessivi che se si calcolano in 400 euro al metro cubo, come suggerito dall'Associazione costruttori edili di Roma e Provincia (Acer), possono essere quantificati tra i sei e gli otto miliardi di euro. Il vincolo non sancisce l'inedificabilità totale della zona, dunque non tutti i programmi salteranno. Ma potrebbero essere ridimensionate le cubature previste eo annullate alcune previsioni urbanistiche. Il tutto dovrà essere, stabilito attraverso un tavolo di co-pianificazione con la soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici del Comune di Roma. In altre parole, ogni progetto sull'area dovrà essere sottoposto al vaglio del Ministero prima di ricevere il via libera ufficiale. La sentenza del Tar, di fatto, ratifica pienamente la decisione del Ministero di apporre il vincolo in un'area dichiarata di vasto interesse paesaggistico. E alle accuse di privati ed enti locali che si chiedevano come mai la Soprintendenza avesse deciso di decretare il vincolo solo dopo l'approvazione del piano regolatore capitolino, il Tar risponde ricordando che il Ministero, nel 2003, ha presentato «osservazioni vere e proprie al Piano regolatore. Al riguardo si legge nella sentenza anche in relazione alla corposità del lavoro effettuato dalla Soprintendenza, appare francamente non credibile che tali osservazioni non sarebbero mai state ricevute dal competente Dipartimento del Comune per cui non avrebbero potuto essere esaminate dal Comune». Mentre l'assessore capitolino all'Urbanistica, Marco Corsivi, annunciando il ricorso al Consiglio di Stato, parla di «sentenza deludente, molto superficiale in rapporto all'importanza delle questioni sollevate, e frutto evidente di una forzatura», il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli, auspica che «vengano chiarite le posizioni dei vari enti e si pongano le basi di una concertazione che eviti l'annullamento di investimenti importanti per la città, specie in un momento di crisi».
Lazio. E sull'agro ok di Bondi ai progetti. Il Tar conferma i vincoli
Il Tar del Lazio ha respinto un pacchetto di ricorsi contro il vincolo sull'agro romano, che il ministero dei Beni culturali aveva apposto nel 2010. Il vincolo copre un'area di 5.200 ettari, dove si prevedevano la realizzazione di 1,5-2 milioni di cubature, investimenti stimati in 400 euro al metro cubo, pari a 6-8 miliardi di euro. Il vincolo non sancisce l'inedificabilità totale, ma potrebbe ridimensionare le cubature e annullare alcune previsioni urbanistiche. Il progetto dovrà essere sottoposto al vaglio del Ministero dei Beni culturali prima di ricevere il via libera.
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