Da Milano a Bari i lavoratori del settore incrociano le braccia. Bloccati i set, chiusi gli stabili Promuovono la protesta i sindacati confederali insieme a tutte le associazioni di categoria Stefano Rulli: «100autori aderisce allo sciopero: a rischio ci sono 250.000 posti. Sì ad una nuova legge» Daniele Luchetti: «La priorità: lo studio di una legge che ristabilisca un sano equilibrio tra cinema e nuovi media» Andrea Purgatori: «Le promesse non ci bastano, non possiamo più stare appesi: Bondi non ha una briciola» Dopo l'occupazione del red carpet al Festival di Roma e il sit in davanti a Montecitorio l'intero mondo dello spettacolo sciopera oggi contro l'assenza di una politica culturale del governo. La protesta in tutta Italia. Chiusi i cinema, i set, i teatri, le sale da concerto. E niente attori neanche nei programmi tv. Oggi l'intero mondo dello spettacolo incrocia le braccia per lo sciopero generale promosso dai tre sindacati confederali (Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil) per protestare contro le mancate politiche culturali del governo. Dopo l'occupazione del red carpet al Festival di Roma, il sit in davanti a Montecitorio e il collegamento in diretta con Annozero, i lavoratori del settore, compatti, proseguono la battaglia per chiedere al governo azioni concrete e non solo «promesse». I TEMI URGENTI Le questioni sul tavolo sono tante ed urgentissime. Si va dalla richiesta di nuove leggi di sistema per lo spettacolo dal vivo e l'audiovisivo al reintegro degli sgravi fiscali per il cinema (tax credit e tax shelter), dal «blocco» alla delocalizzazione dei set al reintrego del Fus, il fondo unico per lo spettacolo ridotto ai minimi storici (262 milioni di euro). Tutte richieste che il ministro Bondi si è impegnato da mesi a portare avanti, ma senza alcun risultato. Oggi, dunque, l'Italia dello spettacolo si fermerà. E anche nelle dirette tv, dal Grande fratello a Vieni via con me saranno letti messaggi di solidarietà alla manifestazione. Tante le iniziative di lotta in programma. A partire da Roma, dove in mattinata al cinema Adriano, attori, registi, tecnici e sindacalisti si ritroveranno per un'assemblea aperta. A Milano è previsto, invece, un convegno alla presenza del direttore de Il Piccolo Escobar, Lissner e Toni Servillo. A Bari i manifestanti saranno in presidio davanti al Petruzzelli. Mentre a Genova Zubin Metha dirigerà un concerto gratuito al Carlo Felice, il primo teatro ad essere stato colpito dai tagli. Una serata organizzata dal maestro proprio in solidarietà con la protesta. DA MILANO A BARI Si fermerà tutta la produzione culturale dello spettacolo, ribadisce per la Slc-Cgil, il segretario nazionale Silvano Conti: «La situazione è gravissima e preoccupante». Così grave e così preoccupante, fa notare il sindacalista, che per la prima volta si protesta con la solidarietà di associazioni come Agis e Anica, le associazioni delle imprese. Per questo, per dare un segno forte, si punta a fermare tutto. I sindacati si attendono un'adesione allo sciopero altissima, tra i 250-300 mila lavoratori. «Le promesse non ci bastano, non possiamo più stare appesi», dice Andrea Purgatori, presidente dell'Associazione 100 Autori, una delle tante sigle che aderiscono allo sciopero. «Giovedì sera ad Annozero Bondi continuava a promettere e intanto al mattino c'era stato un consiglio dei ministri dal quale lui è uscito senza una briciola». Certo resta in piedi la speranza che il rinnovo degli sgravi fiscali per il cinema possa arrivare a fine anno con il decreto Milleproroghe: «Per noi sarebbe comunque tardi - ribatte Purgatori - se la certezza del rifinanziamento arriva a fine dicembre, la conseguenza è che a gennaio, febbraio e marzo le produzioni stanno ferme. Per questo cominciamo a pensare che lo scontro sul cinema sia politico».
Niente teatri, cinema, tv, concerti. Oggi lo sciopero dello spettacolo
I lavoratori del settore dello spettacolo in Italia si sono uniti per uno sciopero generale contro le mancate politiche culturali del governo. I sindacati confederali (Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil) hanno promosso la protesta, che coinvolge tutti i settori del settore, compresi i cinema, i teatri, le sale da concerto e i programmi tv. I lavoratori chiedono azioni concrete, come nuove leggi di sistema per lo spettacolo dal vivo e l'audiovisivo, il reintegro degli sgravi fiscali per il cinema e il blocco alla delocalizzazione dei set. La protesta si è già manifestata con l'occupazione del red carpet al Festival di Roma e il sit in davanti a Montecitorio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo