BASSANO ROMANO - Quella che ieri poteva sembrare un'indiscrezione in cerca di conferma, oggi risulta essere una solida realtà: il taglio di tre milioni di euro al maxi finanziamento iniziale per il restauro del Palazzo Giustiniani esiste davvero. Ad affermarlo è l'Assessore alla Cultura del Comune di Bassano Romano, Giancarlo Torricelli, il quale insospettito della mancata partenza dei lavori di recupero della struttura, prevista per il 1 settembre scorso, insieme agli altri amministratori ha voluto vederci chiaro. "Abbiamo fatto una verifica tramite internet consultando il sito web del ministero dei Beni Culturali e, con nostro stupore, abbiamo appreso la notizia del consistente taglio economico. Non vorrei, ha proseguito Torricelli, che lo stanziamento iniziale di 17mila euro, forse addirittura insufficiente alla completa copertura del restauro, venisse destinato ad altre esigenze che nulla hanno a che vedere con la conservazione dei beni artistici. Se così fosse, sarebbe veramente uno scandalo, al quale l'intero territorio della Tuscia ha l'obbligo morale di opporsi. Eh sì, perché il Palazzo Giustiniani di Bassano Romano rappresenta un patrimonio inestimabile per l'intera zona del Viterbese, una fonte di sviluppo e valorizzazione di una provincia da troppo tempo emarginata". "Chiediamo - ha concludo l'assessore - che tutte le realtà istituzionali della regione si mobilitino al nostro fianco per scacciare l'ombra di quello che si preannuncia come un degrado irreparabile". Al problema prettamente politico-finanziario, se ne aggiunge poi uno molto più importante che riguarda la sicurezza. Una sicurezza per la quale resta pochissimo tempo, visto che la struttura comincia concretamente a mostrare segni di cedimento. Non è la prima volta, infatti, che pezzi di cornicione precipitano dal tetto del colosso seicentesco, fortunatamente senza causare danni a persone o automobili sottostanti. Per non parlare poi della "Rocca", ormai così deteriorata da aspettarsene il crollo da un momento all'altro. "Per il Palazzo Giustiniani Odescalchi di Bassano ci sono pericoli imminenti: buona parte della copertura del palazzo è malandata. Si deve uscire dalla logica dell'emergenza e programmare un restauro complessivo". A affermarlo è l'architetto Agostino Bureca, direttore dei lavori per la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Lazio. Dopo il grido d'allarme lanciato dagli amministratori comunali, la conferma della situazione di precarietà in cui versa lo storico complesso. L'architetto ha confermato che l'intervento di restauro è stato adottato dal ministero per i Beni culturali, nell'ambito del programma dei fondi straordinari del lotto, nel quale sono stati stanziati 14 milioni di euro in tre anni. "Ma questo non significa ancora -ha precisato l'architetto - di avere i fondi immediatamente disponibili: manca la ratifica del ministro. Lo Stato ha già fatto uno sforzo acquistando il complesso, che ha un grande valore anche perché contiene un ciclo pittorico molto importante, che risale alla fine del '500, ora deve farne uno ulteriore, restaurandolo. Purtroppo però le risorse dello stato sono sempre minori e c'è il rischio che il progetto non vada in porto. Finora -ha concluso il direttore dei lavori -si è provveduto a consolidare gli affreschi della loggia e del porticato, per consentire piccole visite guidate, a recuperare il piano terra che dovrà accogliere gli uffici tecnici, ma una proprietà così grande ha bisogno di una manutenzione continua".