CAMPOBASSO - Non si fermano in Molise le polemiche dopo la decisione del Ministero dei Beni culturali di escludere dall'elenco delle sedi dirigenziali l'Archivio di Stato di Campobasso. Decisione assunta tramite il decreto del 24 settembre scorso. Dopo l'interrogazione parlamentare presentata nei giorni scorsi dai deputati molisani Remo Di Giandomenico (Udc), Roberto Ruta (Margherita) e Eugenio Riccio (Alleanza nazionale), ora spunta una mozione urgente diretta al presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, a firma di consiglieri di maggioranza e di opposizione. Tra i primi anche i due esponenti centristi, Pino Gallo e Luigi Terzano. Il documento impegna il governatore molisano a sottoporre la questione nella prossima conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, al fine di deliberare un atto formale di richiesta al ministro competente per la revoca della decisione che è stata presa. Michele Iorio dovrà, successivamente, riferire in aula sulle iniziative assunte e sui risultati raggiunti dal suo intervento. Intanto, i dipendenti dell'Archivio di Stato di Campobasso, dopo essersi riuniti in assemblea sindacale il 4 ottobre scorso, hanno espresso forte dissenso per la decisione assunta dal Ministero dei Beni culturali non comprendendo quali siano le ragioni che hanno indotto l'Archivio del capoluogo di regione molisano ad essere escluso dall'elenco delle sedi dirigenziali dopo la bellezza di oltre quindici anni anni di permanenza. La struttura si è distinta per attività culturali specializzate e per servizi al pubblico sempre più qualificati e tempestivi e ha assicurato, assieme ad altri pochissimi Archivi di Stato in Italia, ben 66 ore di apertura settimanale al pubblico. "Tale decisione risponde a logiche che a noi risultano assolutamente incomprensibili - hanno affermato i firmatari della mozione - e risponde alla volontà precisa di negare autonomia e dignità istituzionale a tutto il Molise, rappresentando, infatti, la perdita di un ulteriore tassello del mosaico che rende tale una regione. Un atto arbitrario - hanno aggiunto ancora i firmatari - che non tiene in alcuna considerazione la produttività dell'Ufficio e la professionalità degli operatori che ne fanno parte". Una vicenda che non si chiude qui, dunque, ma che andrà avanti sia in Parlamento che in sede di conferenza dei presidenti delle Regioni come hanno chiesto i parlamentari ed i consiglieri molisani, e soprattutto i dipendenti dell'Archivio di Stato di Campobasso che non vogliono essere assolutamente abbandonati.