Si parla dell'esondazione del fiume Sele anche alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Cosa mai sarebbe accaduto se l'acqua avesse invaso l'area dei Templi? Marina Cipriani, direttore del Museo nazionale e degli Scavi archeologici, dà rassicurazioni: «I tre Templi - spiega la direttrice - godono di un monitoraggio annuale fatto dall'Istituto centrale per il restauro in collaborazione con la Soprintendenza». Altra storia invece per quanto riguarda il Museo Narrante di Hera Argiva, nella frazione Gromola, nei giorni scorsi affondato nell'acqua. L'impiantistica è ko. «Il danno non era prevedibile, anzi ancora non ci spieghiamo come mai ciò sia accaduto terminata la grande pioggia. Un incidente che non può essere imputato ad una mancanza di conservazione da parte nostra, bensì nel problema più ampio che riguarda i canali di bonifica». Il Museo allo stato attuale è chiuso. I tempi per riaprirlo? «Non c'è certezza-dice la direttrice-considerato che si dovrà attendere la risposta della direzione regionale a cui abbiamo trasmesso la richiesta di pronto intervento urgente. «Ciò che è certo è che per mettere in sicurezza la struttura occorrono circa 60 mila euro. E quale migliore occasione, se non la Borsa per sollevare i problemi quotidiani che attanagliano l'area dei maestosi Templi? La tavola rotonda «Crisi economica e Beni culturali» promossa dalla Confederazione Italiana Archeologi ha dato lo spunto tematico per affrontare CAPACCIO Persino dalle isole Cocos, in pieno oceano indiano tra il Madagascar e l'Australia, sono partiti contatti per il sito internet della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Ma le richieste per seguire on line i lavori del salone espositivo sono arrivate da 110 Paesi sparpagliati per il mondo: dalla Russia alla Svezia, dalla Polonia alla Germania, dalla Francia al Giappone, dalla Cina al Brasile. Circa un milione e 600mila i contatti per l'anno 2010. Il sito internet ha registrato 930 mila foto scaricate e la visione di 6155 filmati audio video. Duemila gli studenti provenienti da Lazio, Puglia, Campania, Sicilia, che hanno visitato gli stand. Novanta i buyers selezionati dall'Enit in rappresentanza la faccenda della manutenzione. E del taglio dell'erba. Definita dalla Cipriani «una delle questioni più incresciose». Manutenzione vuol dire però anche capacità di conservazione. «Negli ultimi dieci anni-precisa la direttrice-abbiamo di 16 Paesi che hanno partecipato ai workshop. Sono i buyers giapponesi ed olandesi quelli pronti a scommettere sulle mete archeologiche italiane per il 2011. Tra le destinazioni preferite: Toscana, Roma e Paestum. Da scommettere anche sul ritorno dei giapponesi, a giudicare dall'interesse dei buyers asiatici, verso i siti archeologici campani. Oggi la giornata conclusiva: tra gli incontri alle 11 «I Castelli e il Millennio: siti ed eventi di pregio della provincia di Salerno». Nell'occasione sarà presentato il progetto di riqualificazione per la fruizione turistica dei castelli e dei beni di pregio. avuto consistenti finanziamenti europei grazie ai fondi strutturali Por Campania, ma vincolati da una spendibilità in tempi ristrettissimi e legati solo alla realizzazione di interventi, non alla loro conservazione». Ed è stato così che i famosi fondi Por hanno permesso il restauro delle Mura Orientali e il restauro di circa 400 lastre affrescate sulle tombe. «Il punto è - conclude la Ciprianiè che non abbiamo i fondi per la loro manutenzione». Futuro incerto insomma considerando anche un'altra importante criticità: la carenza di personale. Le spinose questioni sollevate sono state anche riprese dal famoso archeologo Azedine Beschaouch, Premio Paestum 2010. «Gli enti locali e di gestione insieme con il Ministero devono tutelare tutto il patrimonio culturale, anche le piccole chiese e i palazzi storici, compreso il centro antico della città di Salerno». La vicenda degli scavi di Pompei? Uno «scandalo internazionale».
CAPACCIO Giapponesi e olandesi puntano sul Sud
La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è stata colpita dall'esondazione del fiume Sele, che ha invaso l'area dei Templi. Il Museo Narrante di Hera Argiva, nella frazione Gromola, è stato affondato nell'acqua e il danno non è stato prevedibile. La direttrice del Museo, Marina Cipriani, ha rassicurato che i tre Templi godono di un monitoraggio annuale e che il danno non è imputabile a una mancanza di conservazione. La struttura è stata chiusa e si attende la risposta della direzione regionale per un pronto intervento urgente. La manutenzione del Museo richiede circa 60 mila euro.
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