IL TEATRO antico è l'anima del Mediterraneo, il luogo dove aggregazione e riflessione si fondono nel momento della rappresentazione. Pietre parlanti che però recano i segni de! tempo e del degrado, e che spesso rischiano divenire cancellate. Così le ipotesi degli esperti vanno dalla copertura del teatro di Eraclea Minoa al caso emblematico di Catania, il cui teatro si trova nel cuore della città: qui il progetto vede l'acquisizione dei palazzi che si affacciano sul teatro, per una proposizione innovativa di platea-balcone. C'è chi i teatri li restaura e chi li fruisce, ma ci sarà anche un caso emblematico che raccorda queste due modalità: Claudio Baglioni nelle singolari vesti di architetto-cantante, recente protagonista al Teatro antico di Taormina. Le ipotesi e gli studi confluiranno nella Carta di Siracusa, sorta di manifesto sulla conservazione e l'utilizzo dei teatri. A questi gioielli architettonici che rinsaldano l'antico filo della memoria è dedicato il convegno "Teatri antichi nell'area del Mediterraneo. Conservazione programmata e fruizione sostenibile" che prende il via oggi alle 15,30 al Museo Paolo Orsi di Siracusa, organizzato dal Centro regionale per la progettazione e restauro insieme all'assessorato Beni culturali. IL CONVEGNO. «Questo progetto spiega l'assessore regionale ai Beni culturali Alessandro Pagano mette in luce il nostro Dna più vero, quello del teatro. Pone inoltre le basi per movimentare e incrementare la nostra offerta culturale. In tal senso sarà importante la collaborazione con l'assessorato al Turismo, guidato da Fabio Granata». Il convegno vedrà fino a sabato dibattiti e workshop con gli esperti di teatro provenienti dal bacino del Mediterraneo. Al termine delle giornate di studi sottoscriveranno la Carta di Siracusa, documento che verrà presentato da Salvatore Settis, rettore della Normale di Pisa, e da Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali. Tra i relatori, Frank Sear che parlerà di realtà virtuale e Teatro di Taormina, Alexandros Mantis del restauro e riuso del teatro di Atene, Rosalia Camerata Scovazzo dei restauri di Segesta, Zeev Margalit dei teatri in Israele, Giorgio Bejor dei teatri dell'Africa settentrionale, il regista Maurizio Scaparro di memoria del teatro, mentre Claudio Baglioni architetto e protagonista sui palchi teatrali parlerà di "Teatri antichi e rappresentazioni di oggi". LA CARTA DI SIRACUSA. Se da un lato il confronto sarà con la conservazione, dall'altro lo snodo determinante sarà quello della fruizione: occorre stabilire parametri univoci che possano dare indicazioni certe. Ecco allora quattro direzioni: organizzare e condividere le conoscenze, tracciare percorsi di indagine e realizzare interventi conservativi e di restauro, individuare tipi e caratteristiche degli eventi teatrali attuabili, interpretare correttamente il ruolo e la fruizione del patrimonio teatrale antico nello sviluppo locale. Gli esponenti dei Paesi firmatari del documento si impegneranno ad adottare questo nuovo strumento di tutela, incentrato sulla definizione delle modalità di conservazione dei siti, tra rischio antropico, statico-strutturale, ambientale. I TEATRI IN SICILIA. In Sicilia ne esistono ventidue, di questi però solo sei sono fruibili per spettacoli, e cioè quelli di Taormina, Segesta, Tindari, Siracusa, Palazzolo Acreide e Morgantina. Ognuno di questi ha però percorsi, accessi, impiantistica, piantumazioni e supporti didattici differenti. Esistono poi differenti modelli di teatro anche dal punto di vista architettonico: rettilineo, odeon, anfiteatro. Una curiosità emerge anche dal raffronto tra i dati del 2002 per quanto riguarda il raffronto del numero di visitatori: il testa a testa è tra il teatro di Taormina e quello di Palazzolo Acreide, rispettivamente con 717.042 e 718.011 presenze, seguiti da Siracusa (562.430) Segesta (335.123), Tindari (76.827), Catania (73.985), Eraclea Minoa (29.682), Solunto (26.717) e Mor-gantina (23.028). Esistono poi gioielli straordinari come ad esempio il teatro del Monte Jato: difficile arrivare, ma il luogo è davvero di grande suggestione. FRUZIONE E GESTIONE. Teatro come testimonianza archeologica e complessa macchina teatrale: nella Carta saranno definiti anche le modalità per la scelta dei tipi di rappresentazione, che «non ledano, non solo fi-sicamente ma anche culturalmente, la sacralità di questi spazi». Come dire, niente cabaret al teatro antico. Attenzione anche per quanto riguarda i problemi relativi alla staticità, alle sollecitazioni, ai carichi eccessivi, oltre al controllo dell'acustica e dell'illuminazione che non devono interferire con l'ambiente circostante. E se Vitruvio indicava nella configurazione delle sedute e scalini un aiuto all'acustica, oggi si chiede la creazione di un modello matematico di valutazione delle vibrazioni. Eppure occorrerebbe pensare anche in senso opposto: molte volte è l'ambiente circostante con i suoi rumori e gli inappropriati interventi sul paesaggio ad interferire con il ritmo perfetto delle antiche architetture teatrali.
Se la conservazione non basta
Il convegno "Teatri antichi nell'area del Mediterraneo. Conservazione programmata e fruizione sostenibile" si svolge oggi al Museo Paolo Orsi di Siracusa, organizzato dal Centro regionale per la progettazione e restauro e dall'assessorato Beni culturali. L'evento mette in luce il valore del teatro antico come espressione dell'anima del Mediterraneo e pone le basi per movimentare e incrementare l'offerta culturale. La Carta di Siracusa, documento che verrà presentato al termine delle giornate di studi, stabilirà parametri univoci per la conservazione e la fruizione dei teatri antichi.
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