Da domani le prime ricognizioni nel centro storico di Senigallia Senigallia Da domani a venerdì si svolgeranno le prime ricognizioni delle cantine e dei seminterrati del centro storico di Senigallia. Si tratta di un'iniziativa promossa dal dipartimento di archeologia dell'università di Bologna in collaborazione col Comune di Senigallia (in particolare con l'Ufficio Sviluppo Urbano Sostenibile) e con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, finalizzata alla redazione di una "Carta del Potenziale Archeologico". È un nuovo strumento per conoscere quali settori della città conservino i resti di un deposito archeologico (ovviamente solo i seminterrati che non siano scesi al di sotto di una certa quota potranno restituire informazioni utili) e quali invece hanno del tutto perduto il deposito archeologico (soprattutto dopo il terremoto degli anni '30 del Novecento). I dati che deriveranno da queste ricerche serviranno per programmare i futuri interventi, magari da effettuarsi con metodi non intrusivi (soprattutto georadar e magnetometro, in grado di "vedere" le strutture nascoste sottoterra senza necessariamente procedere allo scavo archeologico). Il gruppo di lavoro, coordinato da Giuseppe Lepore del dipartimento di archeologia dell'università di Bologna, prevede anche la partecipazione di dottorandi e studenti della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna, cui il Comune ha assicurato il vitto e l'alloggio per tutta la durata dei lavori (Enrico Ravaioli, Michele Silani, Federica Boschi, Tommaso Casci Ceccacci, Francesco Belfiori, Francesco Pizzimenti, Giulia Donatiello).
SENIGALLIA - Il valore dell'archeologia e la scoperta delle cantine
Da domani a venerdì si svolgeranno le prime ricognizioni delle cantine e dei seminterrati del centro storico di Senigallia. L'iniziativa è promossa dal dipartimento di archeologia dell'università di Bologna, in collaborazione con il Comune di Senigallia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. L'obiettivo è la redazione di una "Carta del Potenziale Archeologico" per conoscere i settori della città che conservano resti di depositi archeologici e quelli che ne hanno perso. I dati raccolti serviranno per programmare futuri interventi, che potrebbero essere effettuati con metodi non intrusivi come georadar e magnetometro.
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