Saremo chiamati ad esprimerci su un quesito di natura urbanistica. Tuttavia ho la sensazione che vi sia qualcosa, nella polemica della campagna referendaria, che rischia di andare oltre lo stesso quesito e, più in generale, investa la difficoltà ad accettare ogni terreno innovativo in vari campi nella nostra città. Mi riferisco in particolare alle voci che sostengono la necessità di non costruire un nuovo ospedale per ristrutturare l'attuale, oppure quando si afferma che si potrebbe andare tutti a Cisanello, mettendo in evidenza una visione non strutturata e organica, ma episodica, della sanità. Devo sottolineare come una attenta analisi della domanda e offerta sanitaria degli anni futuri indica come la realizzazione di un ospedale con determinate caratteristiche sia una soluzione irrinunciabile. È forse bene intanto dire che una nuova costruzione porrebbe fine ad una palese disuguaglianza fra quanti oggi devono ricoverarsi. Infatti, come è noto, in pochi reparti è possibile disporre di camere a due letti con bagno, mentre nella maggioranza le camere sono a sei letti ed il bagno comune è in fondo al corridoio. Così come solo in pochi reparti si ha oggi una climatizzazione degli ambienti di lavoro e degenza. Si può sostenere che tutto ciò si può realizzare ristrutturando l'esistente. Ciò è vero se si rimane solo su un terreno astratto. Ho una opinione fortemente negativa sui vari problemi tecnico logistici che questa scelta porrebbe, unito alla irrinunciabile necessità del vecchio ospedale di continuare a funzionare. Inoltre se riflettiamo su come gestire in futuro l'offerta sanitaria, la scelta di realizzarne uno nuovo non può avere oppositori. Come tanti altri operatori sanitari vivo in ospedale per molte ore al giorno. L'ho visto crescere e cambiare negli ultimi trenta anni, insieme al tipo di lavoro che noi tutti siamo chiamati a svolgere. Un lavoro sempre più tecnologico e sempre più complesso. Perché sempre più complesso e difficile è diventato il paziente che dobbiamo curare. L'innalzamento dell'aspettativa di vita, in campo sanitario, si traduce nel fatto che il paziente che si presenta al nostro ospedale è sempre più un paziente anziano, affetto contemporaneamente da più patologie. Tale paziente necessita di tecnologia aggiornata, percorsi brevi, facili e protetti per raggiungere il "cuore operativo" dell'ospedale dove poter trovare tutte le attività trasversali a supporto della attività clinica, quali il laboratorio di biologia, la radiologia, il centro trasfusionale e l'anatomia patologica, il blocco di emergenza urgenza, il blocco operatorio. Ma soprattutto al nostro paziente anziano con pluripatologia deve essere garantita, proprio per la peculiarità del suo stato clinico, la gestione contemporanea di più professionisti, realizzata in aree comuni di degenza. L'interfaccia fra più specialisti in luoghi di lavoro e di discussione comuni, rappresenta ormai la carta vincente per una sanità di qualità. Oggi la divisione delle aree di degenza in padiglioni e la loro eccessiva distanza dai servizi, non è in grado di soddisfare questa esigenza. Solo la realizzazione di una struttura a monoblocco, come è avvenuto o in via di realizzazione per tutti i nuovi ospedali, è in grado di garantire una efficiente e moderna offerta sanitaria. Questo è l'ospedale che desidererei. Altre realtà ci dicono che oggi è possibile rispondere a questa esigenza anche in tempi non troppo lunghi. La struttura del nostro caro vecchio ospedale potrà mai assolvere a questo obbiettivo? Non credo, a meno che non si voglia raderlo al suolo e su di esso costruire un efficiente monoblocco continuando, nel frattempo, a dare risposte sanitarie importanti, impossibili in un cantiere permanente. Direttore Unità nefrologia e dialisi Responsabile area medica ospedale di Livorno
LIVORNO - OSPEDALE. La battaglia non è solo urbanistica
Il direttore dell'ospedale di Livorno esprime la sua opinione sulla campagna referendaria sulla costruzione di un nuovo ospedale. Egli sostiene che la ristrutturazione dell'attuale ospedale non sia sufficiente a soddisfare le esigenze future della sanità, poiché la struttura attuale non è in grado di fornire le caratteristiche necessarie per curare i pazienti anziani con pluripatologie. Egli sostiene che la realizzazione di un nuovo ospedale con caratteristiche moderne, come un monoblocco, sia necessaria per garantire un'offerta sanitaria efficiente e di qualità.
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