Il presidente del porto: discutiamo, ma nessun atto unilaterale Non dimentichiamo il grande sforzo degli operatori per il rilancio delleconomia Comunque sia, nel suo destino cè sempre Ligabue. Quando si presentò a palazzo San Giorgio proponendosi per la guida dellauthority, si cucì addosso "Niente paura". Ora che la Vincenzi sembra allontanarsi dalla sua visione di porto e chiede addirittura di sostituirsi a lui nella gestione delle aree di Cornigliano, Luigi Merlo snocciola al volo due titoli del grande Liga: "Happy Hour" («nasci da incendiario, muori da pompiere, dicono») e "Una vita da mediano" («sempre a recuperar palloni»). Presidente Merlo, sorpreso dalle parole del sindaco Marta Vincenzi? «Ho letto la delibera e devo registrare una certa differenza rispetto allimpatto mediatico delle sue dichiarazioni». Il fatto è che dopo la delibera il sindaco ha aggiunto alcuni passaggi molto chiari e legati al futuro delle aree di Cornigliano. «E allora la mia risposta è "pronto a discutere". Lavoro per la composizione, non per la rottura, sono un uomo delle istituzioni. Registro inoltre un fatto positivo che forse sfugge ai più: stiamo ragionando su aree da destinare alle imprese, segno che il nostro territorio ha un certo interesse. Proprio allinaugurazione della mostra su Rubattino sono stato avvicinato da un rappresentante di un grande gruppo interessato alle aree di Cornigliano. Giusto quindi fare unazione di marketing territoriale a tutto campo, come peraltro richiesto anche dai giovani imprenditori». Sottoscrive quindi la delibera della Vincenzi? «Sul primo punto, che riguarda la Regione, non sta a me esprimersi. Daccordissimo sulla necessità di rivedere laccordo di programma, come già chiesto da tutte le istituzioni a luglio e mai recepito dal governo». E sul terzo punto, quello del federalismo demaniale che sembrerebbe essere il grimaldello per sfilare altre aree al porto? «Su una cosa non posso transigere: che non ci siano atti unilaterali. Detto questo, se ci sono aree da destinare ad attività produttive con procedure più semplici rispetto a quelle che fanno capo allauthority, sono pronto a discutere. A una condizione, però». Quale? «Che prima si verifichi insieme la praticabilità di queste norme. Ci sono infatti aree portuali a chiara valenza logistico-portuale e altre che possono avere funzioni urbane. Penso alla fascia di rispetto di Prà, a Voltri. Vorrei ricordare anche il mio impegno per la sdemanializzazione di aree destinate ad avere funzioni urbane. Ma ho anche altri esempi, a cominciare dallo sgombero di un capannone a Voltri, che verrà demolito e restituito al Comune». Rimane il cuore della vicenda, le aree di Cornigliano. Laccordo assegna allauthority 144mila metri quadri. «Attenzione, perché parliamo di aree che sono già state sdemanializzate. Noi aspettiamo che la Società per Cornigliano le restituisca al porto. E speriamo arrivino presto, visto che la scadenza era il 5 ottobre». E se fosse il Comune a gestirle? «Lo avete scritto questa mattina: ma di quante aree a funzione logistica stiamo parlando? Di 25mila metri quadrati. Ce ne sono altri 50mila che potranno ospitare attività logistica solo fino al 2016, quando poi dovranno essere liberate per fare spazio allautoparco. Il resto è fangodotto, cantieri e strada a mare. Credetemi, non è il rapporto fra Comune e porto loggetto del contendere. In tre anni con la Vincenzi abbiamo centrato obiettivi importanti, da Ponte Parodi alla Darsena, fino al nodo di San Benigno. Ora stiamo lavorando insieme sullHennebique e lazione è concertata anche su Porto Petroli, Fincantieri e centrale Enel». Eppure, sul "porto lungo", la Vincenzi dice di essere più vicina a Paolo Costa (candidato della Vincenzi allauthority di Genova e attuale presidente di Venezia) che a lei. «Ecco, questo non lo capisco. Allinizio il sindaco non mi conosceva e conosceva poco la mia idea di porto, ma io sono il massimo sostenitore del porto lungo. Da assessore regionale ho fatto entrare la Liguria in Slala, sono presidente della società del retroporto di Alessandria. Dico una cosa, alla Vincenzi: fra poco vedrà le linee guida del mio piano regolatore portuale che sarà improntato allo sviluppo verso Piemonte e Pianura Padana in un disegno di lungo respiro, fino al 2030». Condivide limpostazione del presidente Claudio Burlando di rovesciare il ragionamento, cercando prima le imprese e poi gli spazi? «Sì, mi sembra la strada migliore per affrontare il tema del marketing territoriale. Poi cè il comitato portuale che può essere il punto di convergenza di tutte le istanze, quelle industriali e quelle urbane». Il presidente dei terminalisti, Beppe Costa, dice che il problema non sta nella titolarità delle decisioni, il porto o il Comune, quanto nella scelta delle funzioni da dare alle aree. «Sono daccordo anche con lui, non facciamone una questione formale, cerchiamo di dare risposte adeguate a chi chiede spazio a Genova. Costa sottolinea anche la necessità di concentrarsi sulle funzioni portuali e industriali. E giusto. Mi pare che la risposta data dagli operatori portuali, anche in questo momento di crisi, sia stata molto forte. Tutti peraltro intendono investire ancora sui moli e stanno rispondendo positivamente a un appello che io avevo lanciato proprio dalle colonne di Repubblica, quello di investire nel Carlo Felice».
LIGURIA - Industria, Merlo apre alla Vincenzi "Pronto a restituire le aree alla città"
Il presidente del porto di Genova, Luigi Merlo, ha risposto alle dichiarazioni del sindaco Marta Vincenzi, che sembra allontanarsi dalla sua visione di porto. Merlo ha affermato di essere pronto a discutere, ma non a fare atti unilaterali. Ha anche sottolineato l'importanza di rivedere l'accordo di programma con la Regione e di non permettere che altre aree vengano destinate ad attività produttive senza procedure più semplici. Merlo ha anche ricordato il suo impegno per la sdemanializzazione di aree destinate ad avere funzioni urbane e ha richiesto la restituzione delle aree di Cornigliano al porto.
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